Una storia di imprenditorialità giovanile e di riqualificazione del territorio

Le ambizioni di un giovane imprenditore il cui sogno nasce dalla Tiburtina

Il territorio del IV Municipio negli ultimi anni sta assistendo a molte trasformazioni: da quelle urbanistiche (da ultimo l’insieme dei progetti che sono in fase di realizzazione nella zona di Pietralata) a quelle economiche (con i ritorno di molte grandi aziende nella zona al di fuori del GRA, anche grazie al completamento di via Tiburtina), cambiando molto l’aspetto del municipio.

A volte però il territorio assiste anche a trasformazioni di altra natura, magari più piccole dal punto di vista dimensionale (sia in senso fisico che economico) ma che danno comunque l’idea di un movimento.

Abbiamo incontrato Christian Yuma, un ragazzo di 29 anni che ha deciso di mettersi in gioco e creare dal nulla una sua attività che appare da subito molto ambiziosa per il suo approccio nei confronti del territorio.

La sua infatti non è solo una storia di imprenditorialità giovanile, ma soprattutto di riqualificazione urbana e di sostegno all’occupazione giovanile.

La società di Christian è attiva da luglio, una start up che ha fondato un proprio brand italiano di abbigliamento giovanile – Yumex – ed il primo finanziamento richiesto è stato finalizzato fin da subito alla creazione di una struttura imprenditoriale a 360 gradi, non alla realizzazione o all’apertura dei primi negozi.

Sarebbe stato più facile, come avviene in molti casi, cercare dei locali già pronti o nei quali erano necessari solo pochi lavori di ristrutturazione, ma invece Christian (in foto) ha optato per una soluzione apparentemente più difficile, ossia cercare un posto da riqualificare completamente per plasmarlo in base alle proprie esigenze.

Creando al contempo un valore aggiunto anche per il territorio, dal momento che della ristrutturazione dell’immobile beneficerà anche il quartiere. Parliamo di un immobile su via di Portonaccio, non utilizzato da tempo e quindi in situazione di degrado (strutturale ed estetico) che necessiterà quindi di un intervento di bonifica e di ristrutturazione totale, per la quale i tempi previsti di attuazione dovrebbero aggirarsi intorno alla primavera del 2026.

L’immobile di via di Portonaccio come si presenta oggi

Anche l’aspetto dell’occupazione giovanile è stato uno dei primi punti su cui Christian ha voluto evidenziare il suo impegno: ci ha infatti tenuto a dire che ha già messo sotto contratto diverse persone per la sua attività (per tutte le figure previste, dai commerciali ai creators agli amministrativi), e sono tutte under 35 per la sua volontà iniziale di dare principalmente la possibilità a giovani eccellenze di emergere.

Vengo da una famiglia meritocratica, mio padre è un ingegnere venuto in Italia dal Congo che ha dato tutto se stesso per eccellere nel suo lavoro. Per me quindi è fondamentale dare delle possibilità a tanti giovani di essere se stessi, che consentirà a noi di avere le migliori eccellenze tra i giovani che ambiranno a far parte di questo progetto“.

L’immobile di via di Portonaccio come previsto dopo la riqualificazione

Spesso un giovane non sa da dove partire e non sa come muoversi, soprattutto poi districarsi con la burocrazia. Come ti sei sentito supportato dall’amministrazione?

Fin dall’inizio ho voluto fare tutto in modo trasparente e conforme alle normative. Mi sono confrontato col Municipio per capire i passaggi necessari per avviare un progetto di questo tipo. Devo dire che, pur non avendo avuto un supporto “passo passo”, ho trovato disponibilità e massima collaborazione da parte delle istituzioni nel fornire informazioni e linee guida, soprattutto nella parte urbanistica e nei requisiti legati all’immobile.

L’aspetto più importante è stato avere chiara la visione e sapere esattamente cosa chiedere, come i permessi per la rigenerazione urbana. Spesso la differenza infatti in questi casi è data proprio dalla preparazione dell’imprenditore stesso, ma se si approccia con serietà e formazione anche in Italia si può costruire un’impresa da zero in poco tempo”.

Hai richiesto un grande finanziamento per iniziare la tua attività. Quanto è stato problematico accedere ad una linea di finanziamento importante, vista anche la tua giovane età?

Per ottenere un finanziamento come quello che sta ottenendo la mia società (Yumex Italia n.d.r.) ho presentato un progetto estremamente dettagliato ed un business plan solido, costruito in collaborazione con Creaimpresa. Oltre alla credibilità del brand ed al piano di sviluppo, ho dovuto presentare requisiti concreti: una visura aggiornata, aumento di capitale sociale, contratti dei collaboratori, preventivi di ristrutturazione, piano marketing e la mia situazione reddituale, nonché un know-how strutturale su come va impostata un’azienda del settore reteil d’abbigliamento maschile ed essere appoggiato da collaboratori under 35 specializzati nei vari reparti. Ciò rende il tutto più coerente e strutturale con l’idea progettuale.

Cosa ti senti di dire ai giovani che hanno come te il sogno di poter aprire da zero un brand ed un’attività?

Ai giovani voglio dire che il segreto non è solo l’idea, ma dimostrare di avere le basi economiche, la competenza e la visione per renderla sostenibile nel tempo e, soprattutto, credere nel progetto ed essere consapevoli di ciò che si sta facendo. Credo che questo possa essere di ispirazione per tanti giovani. Non serve per forza partire con grandi capitali, ma serve grande serietà, progettualità e determinazione.

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