

L'assessore alla Cultura del XIV municipio, Della Porta: "Un progetto affascinante che potrà essere da stimolo per riscoprire l’identità culturale del nostro quartiere"
Sembrerebbe che le passeggiate archeologiche e la promozione del territorio promosse dall’Associazione culturale Lucchina e Ottavia abbiano dato i suoi frutti. E’ partito, infatti, il cantiere per il restauro del Ninfeo della Lucchina, nell’area di servizio Selva Candida interna a due passi dall’ipogeo di Ottavia.

L’obiettivo del cantiere aperto dalla Soprintendenza ai Beni archeologici di Roma è quello di aprire il piccolo sito archeologico sino ad oggi inagibile a causa del degrado in cui è stato lasciato per circa 25 anni. Dopo aver richiesto l’aiuto al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo rivolgendosi con una lettera al Ministro Dario Franceschini, l’associazione insieme a tanti cittadini, con il forte interesse per la salvaguardia e la tutela del territorio in cui vivono, hanno reso possibile il restauro di un’area che sarebbe stata cancellata dal tempo.
Il Ninfeo della Lucchina, come avviene molto spesso, venne alla luce per caso, dopo degli sbancamenti effettuati nella zona di Selva Candida. Un ninfeo nell’architettura romana era un elemento decorativo molto sontuoso formato da una nicchia al cui interno potevano esserci delle statue con giochi d’acqua, e tessere di mosaici atte ad abbellire la nicchia stessa (non mancava anche l’utilizzo di paste vitree, vedi criptoportico della Villa di Massenzio sull’Appia); oltre ad abbellire corridoi, di solito potevano affacciare direttamente sul giardino-peristilio. Il Ninfeo della Lucchina forse costituiva la dipendenza di una vicina villa romana scoperta nella tenuta Colonna.

A volere la riqualificazione della zona ma soprattutto il restauro dell’area archeologica, l’assessore alla Cultura del Municipio XIV, Marco Della Porta e la responsabile della SSBAR, Daniela Rossi. ‘’La riqualificazione del Ninfeo della Lucchina è un progetto affascinante che potrà essere da stimolo per riscoprire l’identità culturale del nostro quartiere – dichiara Della Porta – La riapertura del Ninfeo è un altro passo del progetto Nuovi Quartieri e si sta realizzando grazie al prezioso intervento della Soprintendenza.’’
‘‘L’intervento – spiega Daniela Rossi responsabile della SSBAR – è destinato non solo alla restituzione al pubblico di un monumento rimasto chiuso per molto tempo ma anche ad una sua più attenta lettura e risanamento. Lo scorso anno è stata già realizzata la copertura a cupola a protezione dell’acqua piovana. Adesso si interverrà sulle pareti affrescate che sono state colpite da attacchi fungini e batterici, si libereranno i pavimenti mosaicati dalle ricoperture, si metterà a norma un nuovo impianto elettrico e si doterà l’area di presidi didattici che la renderanno fruibile in sicurezza.’’
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.