

Una presenza storica istituzionale di quartiere. Consigliere municipale del V, il suo è un impegno civico e umano, sorretto anche dalla fede religiosa
C’è una specie di cordone ombelicale che lega Piccardi al nostro Quartiere. Massimo ci abita, lo ama, lo vuole bello, si rimbocca le maniche perché lo diventi.
Non è solo un cantore del territorio, ma è come il viandante della poesia del poeta spagnolo Antonio Machado: “Viandante non c’è cammino, il cammino si fa con l’andare”.
Chi è Massimo Piccardi?
Nato a Roma nel 1960, sono impiegato presso la Procura di Roma. Le mie radici affondano in questo quartiere. Sui banchi del Duca d’Aosta ho conosciuto Maria Rosaria, che ho sposato nel 1981 e da allora non ho mai lasciato questa comunità prima del Casilino 23 e poi di Villa De Sanctis. Insieme abbiamo cresciuto tre figli (Simone di 44 anni, Nicolas di 39 e Andrea di 13 anni). Oggi, con gioia immensa, stiamo crescendo due splendide nipotine: Silvia di 5 anni e Vera Maria di 4 anni.
Come trascorri il tuo tempo libero?
Un tempo mi dedicavo anche alla corsa podistica, oggi mi divido tra lavoro, famiglia e la grande passione della Politica. Nel 1997 ho fondato con alcuni amici il Comitato di Quartiere Casilino 23. Nel 2001 ho iniziato il mio percorso nel Consiglio municipale con i ruoli di consigliere delegato e assessore fino al 2016, per poi riprendere l’impegno nel 2021. Se ho potuto fare questo è grazie a Maria Rosaria, che mi ha sempre spronato e sostenuto anche con proposte concrete finalizzate al bene del territorio.
Cos’è, anche oggi la Politica, in cui è palese la sua crisi, insieme a quella della Democrazia?
Per me la buona politica è servizio, è l’attività orientata a servire una Comunità. Prima di tutto vengono l’interesse al territorio e la tutela delle fasce sociali più deboli, i tornaconti personali confliggono con questa idea di Politica; se ce ne sono, essi sono ben altro dalla politica.

Cos’è cambiato, oggi, nel fare politica rispetto al passato?
Rispetto ai miei primi 15 anni fa, oggi il modo di fare politica è cambiato: prima si analizzavano i problemi e si programmavano azioni a medio e lungo termine; oggi invece si insegue il “tutto e subito” alla ricerca del facile e subitaneo consenso fine a se stesso (siamo nell’era digitale, del clic e dei like). I media privilegiano il confronto e i comizi coi leaders, alla ricerca dello scoop senza contraddittorio. Noi, amministratori locali, che siamo il vero front office della politica (parliamo dal vivo con la gente, ci guardiamo all’altezza degli occhi), dobbiamo cercare in tempo reale le risposte giuste, sballottati tra burocrazie e scarsità di soldi pubblici. Però, anche nei tempi dei social media, ritengo indispensabile coltivare l’aspetto del volontariato civico e il rapporto diretto e umano coi cittadini. Quest’ultimi sono indispensabili.
Soddisfatto?
Guardo con orgoglio ai risultati raggiunti negli anni 2001-2010 insieme all’allora presidente del Municipio Enzo Puro e a tutta la squadra. Come presidente della Commissione Ambiente e Urbanistica, credo di avere contribuito a cambiare il volto di questa zona: la piazza, il Parco Villa De Sanctis, l’uscita di viale della Primavera sulla Casilina verso il Gra. Abbiamo allargato i marciapiedi e installato dossi e parapedonali di sicurezza, riqualificato il Giardino Camilli, abbiamo creato parcheggi e frenata la speculazione edilizia sul Parco Somaini e sull’area che oggi ospita annualmente il Tulipark. Ricordo anche la straordinaria partecipazione popolare per dare una identità al Quartiere, culminata con un referendum municipale con oltre 2500 votanti e con la partecipazione a sostegno di bambini che hanno prodotto disegni nelle rispettive scuole.

I residenti apprezzano pure il tuo amore per un figlio con problematicità relazionali e sociali rispetto alla cosiddetta “normalità”. In cosa ti arricchisce questa esperienza umana e paterna?
La ma vita familiare e quella pubblica sono guidate dagli stessi valori. La nascita di nostro figlio Andrea, un angelo con la sindrome di Down, ha vivificato il legame con la parrocchia: da allora porto in processione la statua di S. Gerardo Maiella e, nei momenti difficili, chiediamo sempre la forza per andare avanti. I nostri nonni dicevano che se l’Altissimo ti affida un compito, ti dà pure le forze per sostenerlo. Andrea è stato un dono, così come lo sono le nostre nipotine.
Quali ambizioni politiche coltivi per il futuro, ti ricandidi al Municipio?
Non nutro ambizioni personali di carriera politica. Mi auguro solo di avere salute fisica e mentale per assistere e proteggere gli affetti più cari e fragili familiari. Mi ricandido? Se lo vorranno i cittadini e i miei compagni di viaggio politici, non mi sottrarrò, metto a disposizione la mia esperienza amministrativa per servire la comunità.
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