Parco Lineare Serenissima: una desolazione

I responsabili di tanto abbandono e degrado, daranno finalmente un segno tangibile di reale interessamento?
Alessandro Moriconi - 25 Ottobre 2019

Municipio Roma IV. Fare informazione toccando con mano e documentando i problemi è da sempre il nostro modo di operare… ed ecco, quindi, passando sul cavalcavia di viale della Serenissima ci accorgiamo che, all’interno della recinzione installata recentemente, c’è un discreto movimento di ruspa e di camion.

La recinzione è stata fatta allo scopo di impedire nuovi svernamenti di rifiuti sul terreno destinato ad essere il cosiddetto Parco Lineare Serenissima che da Casalbertone si svilupperà (ma il condizionale sarebbe più che d’obbligo) fino alla Cervelletta.

La necropoli romana

L’area, su cui c’è la più estesa necropoli romana, attraversata dall’antica via Collatina il cui basolato smontato e numerato pezzo per pezzo giace in attesa di essere rimontato, è diventata una terra di nessuno dove per anni ignoti hanno potuto scaricare impunemente ogni sorta di rifiuto, ovviamente escluse per ora le sole scorie nucleari.

La Stazione ferroviaria Serenissima è ridotta in condizioni penose, subendo danni per diversi milioni di euro.

Le scritte di folli writer che la fanno da padrone su ogni centimetro quadrato dei muri, e non solo, rappresentano un danno che potremmo definire lieve in confronto a pareti sfondate, impianti elettrici asportati, porte abbattute, ascensore ridotto in cenere e tanto tanto ancora.

L’antica via Collatina

Con i miei amici ambientalisti appassionati e non per caso (Emilio Giacomi e Gabriele Lombardozzi) continuiamo a girare increduli e dapprima ci imbattiamo in centinaia di enormi pietre, tutte rigorosamente numerate e che ormai fin dal 2001/2002 fanno capolino seminascoste dai rovi in un canalone, a confine con una strada bianca realizzata dall’allora cantiere TAV.

Quell’esteso basolato, rinvenuto durante la realizzazione della galleria Serenissima e della Stazione, fa parte dell’antica via Collatina.
In base alla Convenzione, tra le opera compensative, era previsto che la strada doveva essere ricostruita (da qui la numerazione delle pietre), e diventare un’attrazione per gli abitanti e per tutti i cittadini romani ed i turisti. Ma di questo ed altro, neppure l’ombra.

Stazione Serenissima: l’ascensore divelto

Né da parte di TAV e né da parte della subentrante RFI nulla è stato fatto e né il Comune e il IV municipio si sono fatti parte attiva per  far rispettare gli accordi.

Manufatti degli acquedotti senza salvaguardia

Dall’alto del parcheggio abbiamo notato le porte aperte di due manufatti.

Uno probabilmente dell’Acquedotto Pubblico di ACEA Spa e l’altro nientemeno che dell’antico acquedotto dell’Acqua Vergine che ormai da quasi tre secoli alimenta alcune fontane del centro storico tra cui la celebre Fontana di Trevi.

Dietro le porte in ferro aperte, materassi e rifiuti e una infinità di pericoli per chi vi accede e, ancor più grave, una inesistente salvaguardia per i fruitori della rete idrica di acqua potabile.

Di fronte a tanta desolazione non ci resta che indignarci e sperare che i responsabili di tanto abbandono e degrado, diano finalmente un segno tangibile di reale interessamento.

Pubblicato da Alessandro Moriconi su Mercoledì 23 ottobre 2019

Pubblicato da Alessandro Moriconi su Mercoledì 23 ottobre 2019


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