27 aprile 2014: un evento per quattro Papi, due Pontefici vivi e due Santi

di Luciano Di Pietrantonio - 26 Aprile 2014

papa santoIn duemila anni di cristianesimo non era mai accaduto che, nello stesso giorno, venissero canonizzati due Papi: Roncalli  Giovanni XXIII e Wojtyla Giovanni Paolo II. Nel giorno dedicato alla Divina Misericordia, domenica 27 aprile 2014, Papa Francesco e il Papa emerito Benedetto XVI partecipano alla proclamazione dei due nuovi Santi in piazza San Pietro.

Per comprendere il perché, di questo grande evento di dimensioni planetarie, occorre risalire al secolo scorso e ripercorrere un tratto della storia della Chiesa di Roma.

Con la morte di Pio XII, Papa Eugenio Pacelli, romano di 82 anni, avvenuta a Castel Gandolfo, il 9 ottobre 1958, si chiudeva un difficile pontificato (in una fase di grandi cambiamenti e di grandi trasformazioni culturali e tecnologiche), che era iniziato con la elezione alla Cattedra di Pietro, il 2 marzo 1939, sei mesi prima dell’invasione della Polonia da parte della Germania nazista.

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Era stato un periodo buio per l’umanità, che aveva conosciuto i drammi, gli orrori e le tragedie della Seconda Guerra mondiale, iniziata di fatto con l’occupazione della Polonia e il richiamo accorato, e rimasto inascoltato, di Papa Pacelli, in un discorso radiofonico del 24 agosto 1939, nel quale affermò: “Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra.”

La stessa città di Roma, che doveva (teoricamente) rimanere immune dal conflitto bellico, perché considerata la città del Papa e centro della cristianità cattolica, subì bombardamenti con morti e feriti, occupazioni, rastrellamenti, fucilazioni, persecuzioni, nella barbarie più atroce che l’umanità abbia mai conosciuto, cambiando profondamente la storia del mondo.

PapaGiovanniXXIIIIl dolore e l’incertezza per il futuro della Chiesa, erano i sentimenti che tormentavano non pochi credenti, non solo a Roma, ma in tutte le Diocesi della terra, subito dopo la morte di Pio XII, in quel lontano, ma così vicino 1958, 66 anni fa!

Era presente, tuttavia, anche la speranza intima, nel mondo cattolico, che il nuovo Pontefice, eletto dal Conclave, dovesse essere scelto con alcune caratteristiche pastorali per guidare la Chiesa di Roma: una personalità santa e capace di interpretare, di rinnovare e di saper leggere “i segni dei tempi nuovi” che si manifestavano nel mondo, per ridare slancio all’annuncio del Vangelo.

Nella Cappella Sistina, il 28 ottobre 1958, i cardinali elettori, all’undicesima votazione scelsero, con sua grande sorpresa,  Angelo Giuseppe Roncalli, di 77 anni come nuovo Papa, divenendo così il 261° Sommo Pontefice, con il nome di Giovanni XXIII.

Molti analisti e commentatori (attendibili) sostennero che il cardinal Roncalli sarebbe stato eletto principalmente per un’unica regione: la sua età avanzata. Dopo il lungo pontificato del suo predecessore (oltre 19 anni), i cardinali avrebbero perciò scelto un uomo che presumevano, per via della sua età avanzata e della modestia personale, sarebbe stato un Papa di “transizione”. Ciò che giunse inaspettato fu il fatto che il calore umano, il buon umore e la sua gentilezza, oltre alla sua esperienza diplomatica, seppero subito catturare l’affetto di tutto il mondo cattolico e la stima dei non cattolici e dei non credenti.

Già dalla scelta del nome, molti cardinali si accorsero che papa Roncalli non era ciò che loro si aspettavano, infatti Giovanni era un nome che nessun papa adottava da secoli, perché nella storia dal 1410 al 1415, c’era stato un antipapa con il nome Giovanni XXIII, e il nuovo Pontefice sarebbe stato un uomo di sorprese e non un “vecchietto accomodante” Scelse quale segretario personale Loris Francesco Capovilla (oggi ha 98 anni, ed è stato nominato recentemente Cardinale), che già lo assisteva quand’era patriarca di Venezia, ed è restato, dopo la morte di Roncalli, un fedele custode della sua memoria.

imagesIn meno di cinque anni di pontificato riuscì ad avviare il rinnovato impulso evangelizzatore della Chiesa universale. E’ ricordato con l’appellativo di “Papa buono”, ma soprattutto è il Pontefice che ha indetto il Concilio Ecumenico Vaticano II, “la riunione di tutti i Vescovi del mondo”, 2450 Padri Conciliar confluiti a Romai. E’ stato il 21° nella storia della Chiesa, (chiudendo il Vaticano I, dopo 92 anni, perché sospeso nel luglio 1870, a causa del movimento delle truppe italiane in movimento verso Roma), che per importanza viene paragonato al Concilio di Trento del 1542. E’ il Papa che ha cambiato la prospettiva della Chiesa, assieme ai suoi successori Paolo VI e, dopo il brevissimo pontificato di Luciani papa Giovanni Paolo I,  Giovanni Paolo II.

Giovanni XXIII è stato protagonista pacificatore nella vicenda della crisi dei missili a Cuba, autore di importanti Encicliche, come la “Pacem in Terris,” ancora oggi di grande attualità, e celebre il passo: “Cerchino tutte le nazioni, tutte le comunità politiche, il dialogo, il negoziato. Bisogna ricercare ciò che unisce, tralasciando ciò che divide”. Nel Concistoro del 28 marzo 1960, egli nominò il primo cardinale di colore, l’africano L. Rugambwa, il primo cardinale giapponese P. Tatsuo Doi e il primo cardinale filippino R. Santos, ed elevò agli onori degli altari, nel 1962, il primo santo di colore, Martin de Porres, un religioso peruviano, il cui iter canonico era iniziato nel 1660 e poi interrotto.

Nel primo Natale da Papa, nel 1958, Giovanni XXIII, in un indimenticabile incontro, visitò i bambini malati del Bambin Gesù di Roma, ove portò doni e benedisse i piccoli, alcuni dei quali lo avevano scambiato per Babbo Natale e il giorno successivo, a Santo Stefano, si recò presso i detenuti del carcere di Regina Coeli a Trastevere, un evento considerato straordinario. Queste due visite del Pontefice, fra le tante, segnarono il modo innovativo del suo pontificato.

Papa Roncalli morì nella Città del Vaticano il 3 giugno 1963, a 81 anni. “ Perché piangere? E’ un momento di gioia questo, un momento di gloria” furono le sue ultime parole rivolte al segretario Loris Capovilla.

Dopo il pontificato di Paolo VI che portò a termine il Concilio Vaticano II e la cui complessa figura meriterebbe un articolo a se stante, dopo appena 33 giorni di pontificato, il 28 settembre 1978, muore improvvisamente Papa Luciani, che aveva preso il nome di Giovanni Paolo I, in onore dei suoi due predecessori.

giovanni_paolo_iiIl 16 ottobre dello stesso anno viene eletto al soglio pontificio, a 58 anni, Karol Wojtyla che assunse il nome di Giovanni Paolo II. Fu il primo Papa non italiano, dopo ben 455 anni e primo papa polacco.
Nel Conclave viene eletto all’ottavo scrutinio, dopo un confronto fra due cardinali italiani: Giuseppe Siri di Genova, sostenuto dall’ala conservatrice e Giovanni Benelli di Firenze, espressione dell’ala più riformista, ma nessuno dei due ottenne il quorum, quindi la scelta cadde su Giovanni Paolo II. Il suo pontificato, il 264° Papa della Chiesa Cattolica, è durato oltre 26 anni ed è stato il terzo per durata della storia del papato .

Confermò il suo segretario personale mons. Stanislaw Dziwsz, che collaborava a Cracovia e che oggi è cardinale nella sede che fu di Wojtyla.

Nell’omelia della messa di inaugurazione del pontificato Giovanni Paolo II affermò con forza: “Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”. Intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica – tra l’altro – contro l’oppressione politica e il comunismo. Egli è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, combatté la teologia della liberazione, stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale. I suoi 104 viaggi in tutto il mondo, videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi di carattere religioso), con questa attività di contatto, anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate Mondiali della Gioventù costruì un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell’ecumenismo, punto fermo del suo papato.

Giovanni Paolo II è stato anche un grande Vescovo di Roma. Malgrado i molteplici impegni nel mondo, infatti ha visitato ben 317  su 333 parrocchie della Diocesi di Roma. Un’attività pastorale intensa e appassionata nelle diverse realtà della Capitale e, incontrando i parroci romani, spesso usava anche parole in dialetto romanesco.

La mia conoscenza personale di Giovanni Paolo II, determinata anche da un incarico istituzionale, mi ha dato la possibilità di incontrarlo e salutarlo molte volte nel corso del suo pontificato. Negli auguri al Consiglio Comunale di Roma, al Te Deum di fine d’anno alla Chiesa del Gesù, l’8 dicembre a Piazza di Spagna per l’Immacolata, al Presepe dei Netturbini a Porta Cavalleggeri, al Borgo Ragazzi Don Bosco, e in tante altre occasioni.

santuario_di_giovanni_paolo_II_l_aquilaUn evento, mi sembra doveroso ricordare, quello riferito alle celebrazioni del Sesto Centenario della Canonizzazione di Santa Brigida a ottobre del 1991. Un evento culturale, spirituale, ecclesiale ed ecumenico di grande valore e significato, che Giovanni Paolo II ha presieduto in San Pietro, con gli arcivescovi Luterani e i Vescovi cattolici della Scandinavia, dopo secoli di incomunicabilità, presenti i Reali di Svezia le massime Autorità italiane e polacche nel nome di Brigida.

Il giorno successivo ci fu una celebrazione eucaristica del Santo Padre in piazza Farnese, la prima volta di un Papa in una piazza considerata “ostile”; al termine, rientrando in Vaticano, fece una visita a sorpresa al I Municipio in via Giulia, che il Santo Padre confessò di averlo saputo finita la Santa Messa, spostandosi in macchina. Si può immaginare cosa accadde all’interno del cortile che ospitò Giovanni Paolo II per una mezzora.

Poi la lunga malattia, il coraggio di convivere con il Parkinson, le tante conseguenze dell’attentato subito ad opera di Ali Agca, hanno dimostrato come la sofferenza è stata grande parte della vita del Papa, accompagnata da una preghiera costante. Morì nella Città del Vaticano il 2 aprile 2005; aveva 85 anni.

In queste due personalità Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, che la Chiesa onora come Santi, alla presenza di Papa Francesco e del Papa emerito Benedetto XVI, si può intravedere soprattutto la Chiesa dei poveri, quella del ritorno alla testimonianza del Vangelo.


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