365 giorni a luci spente, nascono i presìdi culturali permanenti

Il 23 febbraio a Roma è prevista la manifestazione nazionale dei lavoratori dello spettacolo
Francesca Di Iorio - 3 Febbraio 2021

Il 23 febbraio sarà un anno preciso dal primo Dpcm che decretava la chiusura dei teatri e il blocco di tutti gli eventi che vedevano coinvolte le persone, per evitare aggregazione e così contagi.
Da allora tutti i lavoratori dello spettacolo sono rimasti sprovvisti del loro sostentamento economico senza nessuna misura cautelativa, senza nessun “ristoro”.
Nel corso dell’anno i lavoratori dello spettacolo si sono riuniti più volte per manifestare, hanno chiesto incontri col ministro Franceschini e hanno scritto un manifesto.

La pandemia e la chiusura dei teatri non hanno fatto altro che accentuare problemi che da anni circondano il mondo dello spettacolo, risuonano ancora dolorose le parole di un ex ministro che con veemenza affermava che: ”con L’arte non si mangia”, e invece con l’arte si mangia, ci campano intere famiglie che oggi sono messe in ginocchio da questo enorme vuoto istituzionale.
Nei mesi scorsi abbiamo visto i Bauli riempire Piazza del Duomo a Milano.

A Roma un gruppo eterogeneo di artisti ha dato vita ai Presìdi culturali permanenti, che dalla fine di ottobre si è riunito davanti al teatro Argentina, simbolo della cultura romana, una prima protesta era nata in previsione della manifestazione nazionale che si è tenuta il 30 ottobre; dopo il successo della manifestazione è nata l’esigenza di rendere la protesta permanente.
Nei corso dei mesi i presidi sono diventati itineranti spostandosi da un luogo artistico all’altro della capitale. Da Santa Maria della Pietà al Teatro delle Arti.
Da Roma è partita questa ondata di protesta ma in molte città d’Italia stanno nascendo i presidi cultrurali permanenti.

Non solo la riapertura dei teatri

Al centro delle proteste non vi è solo la riapertura dei teatri in sicurezza, la volontà dei Presidi culturali permanenti è quella di sgretolare nella mente del pubblico, l’idea del mondo dell’arte fatto di paittes e lustrini, ma che venga riconosciuta la categoria tutta, nella complessità professionale dell’intero settore. E’ stato pubblicato un manifesto con le richieste tra le quali che possa essere riconosciuta alla categoria la formazione retribuita, che venga istituito un reddito di emergenza, che tuteli le professioniste e i professionisti del settore.

In attesa della grande manifestazione nazionale del mondo dello spettacolo che si terrà a Roma il 23 febbraio 2021, i presidi culturali permanenti presentano: PRESìDI CULTURALI SHOW un format di approfondimento tra cultura e lavoro in diretta Facebook dal Teatro del Lido di Ostia, per 4 domeniche nel pomeriggio, animata da lavoratrici e lavoratori dello spettacolo in presidio nelle varie regioni d’Italia insieme a operatrici e operatori culturali del settore.

Ognuno di noi durante la quarantena ha superato momenti difficili proprio grazie alla musica, ai film, alle serie tv, a tutte le piattaforme on-line che ci hanno permesso di godere dell’arte. Se ogni volta fosse stato versato €1 in un grande salvadanaio immaginario a tutela dei lavoratori dello spettacolo probabilmente, ognuno di loro oggi avrebbe il suo “ristoro”. Ma quello che vogliono i lavoratori dello spettacolo, dai cantanti, ai danzatori, musicisti, tecnici service, è che sia riconosciuto finalmente il lavoro artistico come un qualsiasi altro lavoro e che siano stabiliti a livello nazionale dei contratti in cui la categoria tutta venga protetta e tutelata.

https://www.facebook.com/presidiculturalipermanentiroma


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