A Sanremo 2007 testo e musica divorziano davanti a testimoni

Povertà di melodie e voci troppo comuni. In molte canzoni le melodie incastrate a forza su testi stile 'Cronaca'
di Piero B. - 8 Marzo 2007

In questi giorni, non si è fatto altro che parlare del Festival di Sanremo 57° edizione. Pippo Baudo e Michelle Unziker, hanno presentato, tra baci ed abbracci in una cornice variopinta ed elegante, la canzone Italiana, così come oggi viene proposta ed interpretata.

Canzoni dove l’amore ed i sentimenti privati, hanno ceduto il passo all’impegno sociale. Trattandosi di un’importante vetrina della canzone, abbiamo però ascoltato povertà di melodie e voci troppo comuni o, addirittura prive dei requisiti minimi. Poiché per canzone s’intende l’unione tra testo e musica, si è notato quanto questo concetto basilare, sia stato ignorato da più autori. Le melodie incastrate a forza su testi stile “Cronaca”, non sono apparse coerenti e tanto meno ispirate. Gli arrangiamenti, sebbene sapientemente cuciti, hanno dimostrato l’insufficiente tessuto armonico dei brani e si sono presentati al pubblico, come abiti di grandi sarti, indossati da operatori ecologici nel pieno della loro utile attività. Conseguenza? Un mare di chiacchiere che sono arrivate fino al Palazzo del governo dove “Prodi” interpreti di altrui competenze, hanno “Ficcato” il naso su questioni che esulano dalla pura attività parlamentare. In fin dei conti come ha detto qualcuno…..sono solo canzonette e crogiolarsi in polemiche eccessive per prolungare l’effetto di una manifestazione che resta un semplice ma rispettabile spettacolo d’intrattenimento, mi sembra fuori luogo. Sanremo 2007 ha chiuso il suo sipario e le note tristi o allegre che si sono sentite, sono già nella storia e trascritte su quell’immenso libro che è la nostra memoria. Da ora in poi, mentre noi uomini ci faremo la barba o le donne si truccheranno, avremo dei “Motivetti” in più da canticchiare per rallegrarci.
Fine del 57° episodio.

Lettera ad uno spettatore, con l’aiuto dei titoli di alcune canzoni del Festival Sanremese, edizione 2007.

Caro spettatore

Il festival di Sanremo ti ha insegnato a Vivere normale.

Schiavo d’amore, Appena prima di partire, hai ascoltato la Musica trasformarsi in una Canzone tra le guerre e turbato, sedendoti a tavola davanti ad un fritto misto di Paranza, hai atteso l’inesorabile arrivo di una Luna in piena e la frase roboante e stizzita di Pippo: “ ascoltami bene: domani, Senza me ti pentirai ! Nel frattempo però, voglio farti un altro regalo: Ti regalerò una rosa “.

Il festival è finito e tu, spettatore paziente e fedele, con occhio insonnolito ed affacciandoti alla finestra, esclamerai: “Chissà se nevica”!


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti