

I funerali si terranno mercoledì 4 dicembre alle 11, con una cerimonia laica nella sala della Chiesa Valdese di Roma
Si è spento a Roma, all’età di 80 anni, Giovanni Sabbatucci, una delle figure più autorevoli nel panorama storiografico italiano.
Storico di riferimento per lo studio del fascismo e delle dinamiche politiche del Novecento, Sabbatucci ha dedicato la sua vita a raccontare il nostro passato, con l’arte e la precisione di chi non si limita a narrare, ma scava nelle pieghe della storia per offrire chiavi di lettura profonde e attuali.
La sua morte, avvenuta dopo una lunga malattia, lascia un vuoto non solo accademico ma anche umano. Sabbatucci non era solo uno studioso di ineguagliabile rigore: era un docente che sapeva ispirare, un divulgatore che sapeva coinvolgere e un intellettuale che amava condividere il suo sapere.
Nato a Sellano, in Umbria, il 24 agosto 1944, Sabbatucci ha trovato nella storia moderna e contemporanea la sua vocazione. Laureatosi alla Sapienza di Roma con il grande Renzo De Felice, ha raccolto e sviluppato l’eredità del suo maestro, contribuendo a fare luce su temi complessi come il movimento combattentistico del primo dopoguerra, la crisi dello Stato liberale, e l’evoluzione del socialismo italiano.

Tra le sue opere più note si ricordano “I combattenti nel primo dopoguerra”, “La crisi italiana del primo dopoguerra” e “Il riformismo impossibile”.
Ma il nome di Sabbatucci è indissolubilmente legato anche ai manuali di storia scritti insieme a Vittorio Vidotto e Andrea Giardina, adottati da generazioni di studenti italiani e divenuti un punto di riferimento per l’insegnamento nelle scuole superiori.
La sua passione per la divulgazione lo ha portato anche fuori dalle aule accademiche. Sabbatucci è stato una voce autorevole sulle pagine di quotidiani come Il Messaggero e Il Corriere della Sera, e un ospite ricorrente delle trasmissioni Rai come Passato e Presente e Il tempo e la storia. Chiunque lo abbia visto in tv non può dimenticare il suo stile: pacato, analitico, mai banale, sempre orientato a offrire spunti di riflessione.
Per omaggiarlo, Rai Storia riproporrà una selezione di puntate di Passato e Presente in cui Sabbatucci aveva offerto il suo prezioso contributo: dal racconto della strage di Palazzo d’Accursio alla “Notte dei lunghi coltelli”, passando per l’attentato a Togliatti e il ritratto di Lenin. Una programmazione che dimostra quanto il suo pensiero sia ancora oggi indispensabile per comprendere le dinamiche del Novecento.
I funerali dello storico si terranno mercoledì 4 dicembre alle 11, con una cerimonia laica nella sala della Chiesa Valdese di Roma.
Giovanni Sabbatucci lascia a noi tutti un’eredità preziosa: l’invito a non fermarci mai davanti alla superficie degli eventi, a cercare sempre le radici, le cause e le conseguenze di ciò che viviamo. Come amava dire: “Conoscere la storia non significa solo ricordare il passato, ma saper leggere il presente.”
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.