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Addio a Mario Merlino: tra destra radicale e circoli anarchici, fu assolto per Piazza Fontana

Morto a 81 anni l'ex esponente di Avanguardia Nazionale. Dagli scontri di Valle Giulia al "Circolo 22 marzo" con Valpreda. Insegnante a Centocelle, si era dedicato al teatro e alla scrittura

Nato politicamente nella sezione MSI di Colle Oppio, Merlino emerge presto come una figura di spicco della destra extraparlamentare romana.

La sua militanza lo porta prima in Ordine Nuovo e poi in Avanguardia Nazionale sotto la guida di Stefano Delle Chiaie, dove si consolida come volto noto di un mondo politico segnato da tensioni e radicalismi.

Il periodo più controverso della sua biografia riguarda il biennio 1968-1969, anni in cui l’Italia vive una stagione di forti conflitti sociali e politici.

Dopo la battaglia di Valle Giulia, Merlino sorprende molti con una transizione inattesa: partecipa alla fondazione del circolo anarchico 22 marzo insieme a Pietro Valpreda.

La vicinanza ai militanti anarchici alimenta per decenni il sospetto che possa essere stato un infiltrato della destra radicale – o persino dei servizi – con l’obiettivo di monitorare e incriminare l’area libertaria.

La sua posizione negli anni successivi diventa al centro di procedimenti giudiziari complessi. Nel 1979 viene condannato per associazione sovversiva nell’ambito dell’inchiesta sulla strage di piazza Fontana, ma affronta una lunga serie di ricorsi e processi.

Nel 1985 la Corte d’Assise d’Appello di Bari lo assolve, e nel gennaio 1987 la Cassazione conferma l’assoluzione definitiva, scagionandolo da qualsiasi accusa.

Conclusa la fase della militanza attiva, Merlino intraprende una “seconda vita” nella cultura e nell’istruzione. Per anni insegna storia e filosofia in un liceo scientifico di Centocelle, dedicandosi anche alla scrittura e al teatro.

Tra i suoi lavori figurano saggi autobiografici come E venne Valle Giulia e curatele di testi di autori della destra europea, tra cui Brasillach.

Parallelamente, collabora con associazioni come Raido e con la casa editrice Settimo Sigillo, promuovendo conferenze e rappresentazioni teatrali che raccontano la storia recente con una prospettiva identitaria.

Tra politica radicale, sospetti di infiltrazione e un impegno culturale duraturo, la figura di Merlino resta controversa ma di forte impatto nella memoria della destra romana del secondo Novecento.


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