Addio a Mirco Garofano: chi era il 18enne travolto al Tiburtino

Lo studente di Artena è morto sul colpo. Dubbi sulla posizione dell'investimento: il corpo sbalzato per oltre dieci metri

C’è una domanda che pesa più di tutte sulle indagini: Mirco stava attraversando sulle strisce pedonali? È da questo dettaglio, tutt’altro che secondario, che passa la ricostruzione dell’incidente costato la vita al diciottenne.

I rilievi scientifici del VI Gruppo Torri della Polizia Locale di Roma Capitale sono ora decisivi per chiarire cosa sia accaduto in quei pochi, drammatici secondi.

Il corpo del ragazzo è stato ritrovato all’altezza del civico 7 di via Filippo Fiorentini, un punto dove non sono presenti attraversamenti pedonali. Le strisce, infatti, si trovano diversi metri più indietro, un elemento che apre a più ipotesi investigative.

Gli agenti stanno valutando due scenari principali, entrambi compatibili con la violenza dell’impatto. Nel primo, Mirco avrebbe tentato di attraversare la carreggiata a tre corsie scavalcando lo spartitraffico centrale, forse per accorciare il percorso, venendo travolto dalla Smart sopraggiunta.

Nel secondo, invece, il giovane potrebbe aver iniziato l’attraversamento regolarmente sulle strisce pedonali, ma essere stato colpito a forte velocità e sbalzato per oltre dieci metri, finendo nel punto in cui è stato poi rinvenuto senza vita.

A fare chiarezza saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona e l’analisi dei danni riportati dall’auto condotta dal 32enne, attualmente indagato.

Accertamenti che dovranno stabilire soprattutto la velocità del veicolo in un tratto di strada spesso denunciato dai residenti come una vera e propria pista automobilistica, nonostante la scarsa visibilità nelle ore notturne.

A rendere ancora più amara la tragedia si è aggiunto un episodio che ha indignato l’opinione pubblica. Pochi minuti dopo l’incidente, l’influencer romano Giuseppe Basile, noto sui social come “Ottavo Re di Roma”, ha pubblicato su Instagram un video in cui inquadrava da vicino il corpo di Mirco coperto da un telo termico, commentando la scena insieme a un collaboratore.

La reazione degli utenti è stata immediata e durissima: accuse di sciacallaggio, mancanza di rispetto e totale assenza di umanità verso la vittima e la sua famiglia.

Travolto dalle polemiche, Basile ha poi rimosso il video, ma il gesto ha riacceso il dibattito sui limiti dell’esposizione social di fronte al dolore reale e alle tragedie che colpiscono le persone comuni.

Intanto, mentre i social discutono, la città aspetta risposte. E una famiglia piange un figlio che non tornerà più a casa.


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