Addio ai “trenini gialli”: la ferrovia Termini-Centocelle non riaprirà più

Il Campidoglio stacca la spina alla storica linea dopo l'incidente di marzo. Troppo alti i costi per rimetterla in sicurezza: ora la sfida si sposta sulla nuova Linea G verso Tor Vergata

È la fine di un’epoca, consumata tra i binari stretti della via Casilina. I “trenini gialli”, quei convogli lenti e rumorosi che per decenni hanno scandito il tempo della periferia est di Roma, non torneranno più.

L’annuncio, che sa di sentenza definitiva, è arrivato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè: la ferrovia Roma-Giardinetti, ferma dal tragico scontro tra convogli dello scorso 4 marzo, resta al deposito per sempre.

Non ci sono i tempi, ma soprattutto non ci sono i motivi economici per rianimare un’infrastruttura che il destino aveva già condannato alla pensione.

Il verdetto dei tecnici: sicurezza troppo cara

A firmare l’atto di morte della Termini-Centocelle sono stati i requisiti di sicurezza. Dopo l’incidente a Ponte Casilino, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSFISA) aveva presentato un elenco di interventi “non negoziabili”: un nuovo sistema di segnalamento digitale e l’installazione dei dispositivi di frenata automatica (train stop).

Un restyling tecnologico profondo che, però, si è scontrato con la dura realtà dei bilanci. «Interventi sproporzionati rispetto alla vita residua della linea», ha ammesso Patanè.

Tradotto: spendere milioni di euro per una ferrovia che avrebbe comunque chiuso i battenti a giugno per fare spazio ai cantieri della nuova tranvia sarebbe stato un azzardo amministrativo ingiustificabile.

Piano bus: la corsa ai ripari nel V Municipio

Mentre i binari iniziano a coprirsi di polvere, la sfida si sposta sulla strada. Per non lasciare a piedi migliaia di pendolari, tra Torpignattara e il V Municipio, ATAC ha varato un piano d’emergenza.

La linea 105 vedrà un potenziamento delle frequenze del 30%.

Saranno attivate corse “limitate” (105L) per gestire i picchi delle ore di punta.

Anche la linea 409 sarà rinforzata, mentre si studia un nuovo collegamento bus alimentato proprio dai fondi risparmiati dallo stop ai treni.

Orizzonte Linea G: un progetto da 268 milioni

Ma la chiusura della vecchia ferrovia è solo il prologo di una trasformazione più grande. Al suo posto nascerà la Linea G, una tranvia moderna e veloce destinata a collegare la stazione Termini direttamente con il polo universitario e ospedaliero di Tor Vergata.

Un investimento imponente da 268 milioni di euro, che prevede la riqualificazione del tracciato esistente e il prolungamento di ulteriori 3,6 chilometri.

Con otto nuove fermate e nuovi depositi a Centocelle, la Linea G punta a diventare la spina dorsale del trasporto pubblico nel quadrante est, mandando definitivamente in soffitta lo scartamento ridotto e i vagoni di inizio secolo.

Il capolinea della nostalgia

«I trenini sono arrivati al capolinea», ha concluso Patanè. Per generazioni di romani, quei vagoni gialli sono stati più di un semplice mezzo di trasporto: sono stati un pezzo di identità urbana, un modo di vivere la città “slow” in mezzo al caos della Casilina.

Oggi la storia cede il passo all’efficienza. Roma perde un simbolo, ma insegue la promessa di una mobilità finalmente all’altezza di una capitale europea.


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