

La Guardia Costiera accoglie la richiesta del Consorzio bivalvi per tutelare il ripopolamento
La “mazzata” arriva proprio con l’inizio della stagione primaverile. Chi sperava di consolarsi dal caro-carburante e dalle polizze RC Auto record con un piatto di frutti di mare a prezzi popolari dovrà cambiare menù.
Il provvedimento della Guardia Costiera, sollecitato dal Consorzio per la gestione della pesca dei molluschi bivalvi, impone il silenzio alle draghe meccaniche e ai rastrelli dei pescatori sportivi lungo tutta la costa laziale.
Il blocco non è uniforme, ma colpisce le specie più amate della tradizione culinaria romana:
Lupini e Cuori (Vongole comuni): Divieto assoluto di prelievo per tutto il mese di aprile e, guardando avanti, anche per settembre 2026. Stop totale alle draghe meccaniche e turbosoffianti.
Telline: Pesca vietata per l’intero mese di aprile.
Cannolicchi: Per loro il fermo è ancora più lungo, estendendosi per tutto aprile e maggio.
Il fermo tecnico arriva in un momento già drammatico per il comparto ittico. Negli ultimi mesi, il prezzo delle vongole veraci è schizzato alle stelle, rendendole un bene di lusso.
La colpa? In gran parte del granchio blu, il “predatore alieno” che sta devastando gli allevamenti e i banchi naturali, sterminando i molluschi prima che possano arrivare a taglia commerciale.
I lupini e le telline rappresentavano l’alternativa democratica e saporita per i romani, ma ora, con il divieto di prelievo, il rischio è una carenza di prodotto locale che spingerà i consumatori verso l’importazione congelata o specie meno pregiate.
Non tutto il mare è però sigillato. Restano autorizzate le attività di pesca che non utilizzano i mezzi meccanici vietati (a patto di sbarcare le attrezzature pesanti) e, come da prassi, rimane libero il prelievo per scopi scientifici e di ricerca.
Gli scienziati monitoreranno i fondali proprio in questi mesi per capire se lo stop aiuterà le popolazioni di bivalvi a riprendersi dall’assedio delle specie aliene e dallo sfruttamento intensivo.
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