Al Teatro Keiros due spettacoli di e con Daniele Mutino

Martedì 3 gennaio e domenica 22 in via Padova 38/a, nei pressi di piazza Bologna a Roma

Al Teatro Keiros, Stagione 2016/17 , via Padova 38/a, nei pressi di piazza Bologna a Roma, due spettacoli di e con Daniele Mutino.

Il primo martedì 3 gennaio 2017 alle ore 21: A Solo, concerto narrativo per fisarmonica sola di e con Daniele Mutino

Daniele Mutino ritorna, dopo alcuni anni, a suonare a Roma in un concerto solistico – rigorosamente acustico – per fisarmonica sola. Un concerto suonato ad occhi chiusi, inseguendo l’emotività del suono, in cui si racconta ad occhi aperti, con le note e qualche parola, uno strumento meraviglioso: la fisarmonica, la sua storia incredibile, le sue atmosfere, il suo essere veicolo di emozione ed interiorità, festa e raccoglimento, delicatezza e veemenza, nostalgia, impeto e visione. Un racconto che viene fatto esplorando i ritmi fondamentali di questo strumento: valzer, polka e tarantella, cui si aggiungono tango e blues, tutti patterns metrici ideati dall’umanità – o forse dagli angeli – per spostare l’anima. Nel programma le musiche più amate: sue composizioni originali, brani classici di Bach, Mozart, Brahms, Shostakovic, tanghi di Piazzolla, musica da film di Goran Bregovic, Yann Tiersen, Nino Rota, Charlie Chaplin, e musica popolare, tutto arrangiato per fisarmonica secondo il particolare stile di Mutino, fatto di impeti e rarefazioni, seguendo onde emotive che si succedono senza un metronomo se non il tactus, ossia il battito interno del musicista in empatia con il pubblico.  L’obiettivo dichiarato di questo concerto è sedurre il tempo con la musica e fermarlo nel fiato sospeso dell’emozione, guardando come ideale ad un silenzio interiore in cui sia possibile immaginare la percezione dell’Universo che canta. Ci saranno anche diverse sorprese, amici artisti che, in alcuni brani, senza preavviso né premeditazione, canteranno o danzeranno sulla musica del Maestro, il quale, nel finale, suonerà anche lo splendido pianoforte a coda presente sul palco del Teatro Keiros.

info: http://www.teatrokeiros.it/03-gennaio.html

Il secondo domenica 22 gennaio, h 18SAN GIORGIO E IL DRAGO una leggenda per il nostro tempo di e con Daniele Mutino per cantastorie con fisarmonica, cartelloni, e I MUSICI DELLA STORIA CANTATA, presentato qui in un nuovo agile nuovo allestimento

REGIA – PAOLO PASQUINI
CARTELLONI – ASSUNTA PETROCCHI
MASCHERE E BURATTINI – MAURO VIZIOLI
con
Daniele Mutino – fisarmonica e cantastorie
Celeste David – canto e oboe
Alessandro Taborri – charango, canto e percussioni
Mauro Vizioli – davul e trombone

1) LEGGENDA AUREA I PARTE – la triste Silene e il cavaliere errante
2) IL DRAGO FETENTE DI MALAGROTTA
3) STORIA DI SASCIA E LILLI e leggenda di Ederlezi
4) LEGGENDA AUREA II PARTE – come fu vinto il drago

info: http://www.teatrokeiros.it/22-gennaio.html

Era il tempo dei draghi e dei castelli, dei cavalieri e delle vergini sacrificate al mostro, dei santi e degli arcangeli. Era il tempo che non esiste e sempre esisterà. Il tempo aureo dell’irrazionale e della verità profonda. Quel tempo ci appartiene – e tutti noi ad esso apparteniamo – per quel prodigioso ripetersi di un canto che ha cullato l’umanità fin dai primordi. Un canto che narrava inizialmente la pura meraviglia e il terrore di quel fenomeno chiamato vita, uno sprazzo di sangue e di luce destinati a farsi pasto e pensiero.
Il Drago osserva e attende. Paziente, arrota le sue zanne, rinfocola le sue braci, affina la lama del suo sguardo. Non teme il Tempo, chiave e misura della sua stessa esistenza.
Il Cavaliere deve ancora venire ma è già stato annunciato. La Leggenda ha già messo le ali.
E venne il Cantastorie. Figura mitica e familiare sospesa fra la caverna e le stelle. Viene da lontanissimo e va all’infinito, accendendo memorie e illuminando storie e giochi di vita.
Il Cantastorie la figura di mezzo, giocoliere in bilico fra il tempo trascorso e quello a venire, punto d’incontro di ogni tensione e passione che danno senso e significato al vivere d’ogni giorno, richiamo ineludibile per riguardare a noi stessi rispecchiandosi negli altri. 
Daniele Mutino illustra il personaggio del cantastorie osservato da una prospettiva privilegiata – e sconfinata – che abbraccia il dentro e il fuori di un mondo risaputo e misterioso. Antropologo ed etnomusicologo, musicista e compositore, cantastorie e artista di strada, Daniele Mutino si muove come un funambolo sulla corda del tempo circolare, bilanciandosi fra tradizione e nuove sfide, senza mai perdere di vista il campo della sua ricerca: l’elemento umano in ogni storia pregna di significati intramontabili e tuttavia da riscoprire ogni volta con la meraviglia della prima impressione.
Daniele ci racconta il “suo” mondo, vissuto come artista e come osservatore partecipe ma sempre con lo sguardo lucido, capace di cogliere e trasmettere la ricchezza e complessità di ogni cultura – nei diversi contesti epocali storici e geografici – e di ogni individuo che ne faccia parte, senza mai sottrarsi al confronto e alla riflessione che ne deriva.
San Giorgio e il Drago tra leggenda e contemporaneità – musica e testi di Daniele Mutino, immagini di Assunta Petrocchi – primo spettacolo della Trilogia di Santi antichi e di guerra, vuole essere una rivisitazione delle antiche leggende che nel loro simbolismo racchiudono il seme dell’avventura umana, con tutti i paradigmi del Bene e del Male in eterno conflitto.
Il mondo dei Cantastorie – ci dice Mutino con le sue storie cantate – vivrà quanto l’uomo, antagonista del Drago che divora memorie” (Maria Lanciotti)


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