Alla scoperta del patrimonio archeologico de La Rustica

A quando le fasi di tutela e valorizzazione?
di L.G. - 25 Febbraio 2014

La riapertura (dopo i lavori di restauro) delle Catacombe dei Santi Marcellino e Pietro Ad Duos Lauros sulla via Casilina rimette a disposizione dei romani e dei turisti una parte del patrimonio archeologico del V Municipio, secondo solo al centro storico per importanza e vastità dei siti: Porta Maggiore, Terme dei Gordiani, Mausoleo di S.Elena e Catacombe SS.Marcellino e Pietro, Parco di Centocelle e molti altri.

collatia-via-collatinaI predetti siti sono già conosciuti e altri sono ancora nascosti nel quartiere de La Rustica, come per l’antica Collatia  una fra le città più importanti del Latium che viene citata da Tito Livio (59 a.C-17 d.C) per la prima ribellione contro la monarchia e l’avvio della res publica.

L’insigne storico, infatti, narra che la nobildonna romana Lucrezia, moglie di Collatino signore di Collatia, essendo stata insidiata da Sesto, figlio del re Tarquinio il Superbo, si suicidò per la vergogna causando la rivolta della popolazione contro la monarchia.

Oltre allo storico Tito Livio, illustri archeologi si sono interessati al territorio de La Rustica. L’inglese Thomas Ashby (1874-1931) appassionato studioso della campagna romana, dal 1924 al 1927 , effettuò una minuziosa ricognizione dei monumenti che incontrava nel suo percorso, descrivendone le particolarità. Mentre il Prof. Lorenzo Quilici dell ‘Università di Bologna già nel 1974 ha pubblicato “Collatia”, un volume di 938 pagine.

Inoltre l’archeologo Ashby descrive una stele rinvenuta in via Dorinda , nella zona dove presumibilmente era ubicata la villa di Lucio Licinio Lucullo, comandante di legioni e uomo politico dell’antica Roma. Altro cippo ritrovato vicino a via Sileno ricorda l’avvenuto restauro nel primo secolo d.C. , sotto l’impero di Tiberio Claudio, di un tratto dell’Acquedotto Vergine che attraversa quel territorio. Quello dell’Acqua Vergine è l’unico acquedotto romano ancora in funzione che alimenta alcune delle fontane monumentali di Roma, quali Fontana di Trevi, la Barcaccia e la Fontana dei Fiumi.

Riguardo ai siti archeologici, sono tre le relative fasi interdipendenti: scoperta, tutela e valorizzazione. La Rustica risulta ancora nella prima fase e cioè quella della scoperta. Nel 1972, durante i lavori dell’autostrada Roma-L’Aquila, avvenne la prima scoperta dell’antico insediamento di Collatia ma, incredibilmente, la maggior parte del complesso rinvenuto e risalente ai secoli VIII e VII a.C. fu devastato e depredato; fino a quando, nel 1974 lavori effettuati dalla soprintendenza archeologica fecero scoprire 85 tombe situate nel quadrante fra via Amarilli,via Nerina e via della Rustica.

mura-arcaiche-La-RusticaSia sugli scavi che sui notevoli reperti calò una pesante cortina di silenzio, interrotta episodicamente durante i lavori della Tav per la sistemazione di alcune strade del quartiere. Ma nell’estate del 2009, con i primi cantieri di realizzazione della viabilità complanare della A24 , è stata scoperta una vasta necropoli con 418 tombe a fossa, molte delle quali contenenti reperti di notevole valore. Sempre durante tali lavori è stata rinvenuta una biga romana quasi intatta.

Nel corso del sopralluogo agli scavi della necropoli effettuata nell’ottobre 2009 dal vice presidente Mauro Ferrari dell’allora VII municipio e dall’assessore alla cultura Leonardo Galli , il dottor Stefano Musco della sovrintendenza archeologica aveva rappresentato l’esigenza di provvedere alla collocazione, in una idonea struttura museale, degli oggetti rinvenuti (oltre 2.000) in tutta l’area interessata ; esigenza fatta propria dalla Giunta dell’ex VII Municipio con memoria dell’assessore Galli, approvata il 9/02/2010 con oggetto “valorizzazione reperti archeologici – necropoli Collatia” ed inviata agli assessori comunali alla cultura , al bilancio e alle periferie della Giunta Alemanno.

Infine, nel quadrante fra via Collatina, via Alessandro Castelli,via Bacciarelli e via Vertunni, durante i lavori di scavo per le fondamenta di edifici ad uso abitativo, è affiorato un grande sito archeologico rimasto scoperto per qualche mese , salvo poi essere ricoperto frettolosamente in pochi giorni. A distanza di qualche anno dalla “scoperta-ricoperta” quella superficie rimane solo una immensa coltre di vegetazione spontanea. Per cui, a distanza di oltre quarant’ anni, il patrimonio archeologico de La Rustica rimane alla prima fase della scoperta. A quando le altre due fasi di tutela e valorizzazione?


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