

A 2 anni di distanza dalla chiusura molti operatori si sono dati appuntamento davanti l'ex Luna Park per mostrare il loro dissenso
Sono ormai passati due anni dalla chiusura del Luna Park dell’Eur, ma sembra sempre più remota la possibilità per gli ex operatori di avere indietro il loro posto, vista la serrata a tempo indeterminato, parallelamente all’assenza totale di notizie provenienti dall’EUR s.p.a..
Proprio per questa ragione, lo scorso 20 maggio, davanti la sede della EUR s.p.a. in largo Virgilio Testa, si sono riuniti un centinaio di ex dipendenti del Luneur per mostrare il loro dissenso e sollecitare Comune di Roma e Regione a far luce su una storia “tutta italiana”.
Le associazioni Ansva – Confesercenti, Anesv – Agis, Calpe-Alal, insieme a Pasquale Calzetta, presidente del XII municipio, l’esponente del PD del municipio Vincenzo Vecchio, Michele Baldi leader del Movimento per Roma ed il consigliere regionale Enzo Foschi, hanno di fatto posto sotto i riflettori la triste storia di centinaia di persone che, dal giorno della chiusura della struttura, hanno dovuto continuare a vivere con lavori saltuari, nell’indifferenza completa della giunta Veltroni (prima) e della giunta Alemanno (poi).
“Si tratta di una chiusura totale da più di due anni oramai” dichiara Remigio Cona ex direttore del parco, nonché presidente dell’associazione esercenti spettacolo viaggianti, “con l’EUR s.p.a. e le giunte comunali che continuano ad ignorare la questione e non dare alcuna notizia. Incredibile come ci siano decine e decine di famiglie senza lavoro, mentre là, dove ci sono posti di lavoro, è inspiegabilmente chiuso. Una struttura da sette ettari e mezzo abbandonata, mentre a noi non danno più ascolto. A questo punto però a gran voce vogliamo portare a galla questi problemi e chiediamo assolutamente un tavolo di trattativa.”
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