Aminta di Torquato Tasso al Teatro India

In scena dal 22 al 27 gennaio 2019
Bruno Cimino e Bruna Fiorentino - 15 Gennaio 2019

Antonio Latella  si confronta per la prima volta con la celebre opera del Tasso. Un teatro bucolico dove ogni dettaglio assume un peso specifico e dove in ogni corpo si ripropongono la forza della violenza e della poesia. Al centro di tutto, l’amore. Drammaturgia Linda Dalisi, regia Antonio Latella con Michelangelo Dalisi, Emanuele Turetta, Matilde Vigna, Giuliana Bianca Vigogna, scene Giuseppe Stellato, costumi Graziella Pepe – musiche e suono Franco Visioli, luci Simone De Angelis,- movimenti Francesco Manetti

Dal 22 al 27 gennaio 2019 al Teatro India Antonio Latella porta in scena il grande classico letterario dell’Aminta, «favola boschereccia» scritta nel 1580 da un gigante della letteratura italiana, Torquato Tasso. A far vivere sul palcoscenico la drammaturgia curata da Linda Dalisi per la celebre opera pastorale i quattro straordinari interpreti Michelangelo Dalisi, Emanuele Turetta, Matilde Vigna e Giuliana Bianca Vigogna. Il regista di fama internazionale si misura per la prima volta con l’irrequieto autore cinquecentesco e con il caso letterario dell’Aminta, individuando in esso la compresenza di due forze: la spregiudicata ricerca di innovazione linguistica e la tensione verso un classicismo da reinterpretare.

Immersi in una scena scura ed essenziale, i quattro attori danno voce ad una ricerca il cui fulcro è l’”Amore” e la forma eternamente differente che assume nel cuore degli esseri umani, mutata e rinnovata per ciascuno. L’AMINTA di Antonio Latella trattiene il profilo della favola boschereccia, innovandola con la scelta di un teatro “bucolico” dove ogni dettaglio assume un peso specifico e in cui “Venere” sintetizza nel suo meraviglioso corpo una somma di infiniti corpi che contengono la forza della violenza e della poesia. Al centro di tutto c’è l’amore, accentuato dalla musica e dai versi rigorosi che danno slancio alla creatività, proprio in un periodo di crisi come quello del Cinquecento, in cui la censura, le regole accademiche e le questioni teoriche tra letteratura e poesia ponevano un rigido muro alla libertà artistica. «L’amore esiste se non c’è inganno, di conseguenza Amore non esiste. Il nostro tentativo – sottolinea Antonio Latella – è quello di lavorare sull’assenza dell’amore e sulla sua ricerca, prendendo a prestito la grandezza dei versi di Torquato Tasso. Lavorare su questo piccolo teorema è stimolante, soprattutto se, per avvicinarsi a esso, si scelgono i versi, la loro spinta evocativa inarrestabile. È il verso che si fa dardo e la parola che si fa esperimento, stimolando una trasparenza della regia. Vorrei provare ad essere fuori dal gioco, non stabilire regole, ma seguire regole che non vengono decise da me, ma da chi ha scritto».

Il risultato è un dramma “privo di azione”, dove nulla di ciò che è rilevante per la vicenda accade sotto la vista degli spettatori, ad eccezione del pianto di Silvia, la ninfa dal cuore di ghiaccio che, in perfetta coerenza con la metafora, si scioglie in lacrime quando cede all’amore. Un grande classico della letteratura italiana al quale il regista conferisce attualità puntando sulla potenza della parola.

 

TEATRO DI ROMA _ Teatro Argentina_ Largo di Torre Argentina, Roma

Biglietteria: 06.684.000.311/314 www.teatrodiroma.net Biglietti: da 40€ a 13 €

Orari spettacoli: tutte le sere ore 21 _ domenica ore 19

Durata: 1.45 minuti compreso intervallo _ primo atto 60 minuti _ secondo atto 30 minuti

 

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

 


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