

Il trentenne romano è accusato di violenza sessuale e rapina
E’ finita a Roma la caccia allo stupratore che la mattina dell’8 maggio ha aggredito la tassista che lo aveva fatto salire sul proprio mezzo. Dopo essersi fatto accompagnare in un un luogo isolato a Piana del Sole, fingendo di dover andare in un casolare al termine di una strada chiusa, l’aveva infatti stordita con un pugno, violentata e infine era fuggito dopo averle rubato l’incasso della giornata. Dopo la denuncia della donna e la diffusione dell’identikit, l’aggressore ha avuto le ore contate.
Delle diverse segnalazioni pervenute agli agenti, una di queste risultava di particolare interesse, in quanto effettuata da un tassista che affermava di aver condotto un cliente, somigliante a quello ritratto nell’identikit, in una delle strade limitrofe a via Pescina Gagliarda. Il tassista, inoltre, dichiarava che lo sconosciuto cliente non gli aveva pagato la corsa, ragion per cui si era fatto lasciare il numero di cellulare.
Dagli accertamenti il numero di utenza risultava intestato a S. B., trentenne romano poi riconosciuto – senza alcun dubbio – dalla tassista aggredita. Dopo diverse ore di ricerche, S.B. è stato rintracciato in via Pineta Sacchetti angolo via Alciato, mentre tentava di scappare. Dopo essere stato fermato dagli agenti ha ammesso le proprie responsabilità e, a seguito di perquisizione effettuata presso il domicilio, è stato rinvenuto il vestiario indossato al momento della violenza e puntualmente descritto dalla vittima. Il 10 maggio, la Polizia di Stato ha eseguito il fermo di indiziato di delitto per violenza sessuale e rapina nei confronti di S. B.
Il sindaco Marino, esprimendo solidarietà e vicinanza con la vittima, ha annunciato che il Comune si costituirà parte civile.
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