Arriva il braccialetto elettronico per i detenuti ai domiciliari

La nuova misura cautelare della Questura per vigilare sui "domiciliati" della Capitale
di M.G. T. - 2 Novembre 2012

Un braccialetto elettronico collegato con la sala operativa della Questura di Roma per sorvegliare i detenuti agli arresti domiciliari. Questa la nuova misura cautelare, a disposizione del giudice del tribunale di Roma Stefano Aprile, che permette di intervenire tempestivamente in caso di tentata fuga da parte del detenuto, permettendo così di migliorare al contempo la situazione del sovraffollamento carcerario. 

Il dispositivo elettronico che al momento cinge la caviglia di tre detenuti ai domiciliari, nei quartieri di San Basilio e Casilino per reati legati agli stupefacenti, è collegato ad una centralina predisposta nell’abitazione del detenuto pronta a rilevarne costantemente la posizione.

L’apparato elettronico è collocato vicino alla linea telefonica del “domiciliato” ed utilizza il sistema di trasmissione dati wi-fi. Il superamento della distanza consentita del braccialetto dalla centralina o qualunque altro tentativo di manomissione del sistema, fa scattare l’allarme alla centrale delle forze dell’ordine che procedono al controllo del detenuto.

"L’obiettivo del braccialetto elettronico – spiega Raffaele Clemente dirigente dell’ufficio anticrimine e misure di prevenzione della questura – è quello di consentire un progressivo miglioramento alla situazione del sovraffollamento carcerario attraverso l’impiego di un meccanismo di controllo a distanza da parte delle forze di polizia. Gli oltre mille 700 detenuti che la questura conta ai domiciliari – continua  Clemente – impegnano un numero consistente di addetti per i controlli, mentre con questo accorgimento almeno un terzo di quel personale potrebbe essere indirizzato sui controlli del territorio". 

 


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