Arrivano i primi aiuti alle aziende colpite dall’alluvione della Tiburtina valley

Dopo i danni subiti l'11 dicembre 2008 la Regione stanzia 25mila era per 31 ditte (su 70). La polemica: "Non sono una società e quindi non mi spetta nulla"
di Maria Giovanna Tarullo - 1 giugno 2009

Finalmente dopo le ricorrenti richieste da parte del Comitato Nuova Tiburtina e dei proprietari delle aziende, colpite dalla calamità naturale dell’11 dicembre scorso, sono arrivati i primissimi aiuti per 31 delle ditte colpite.

I contributi, che sono stati destinati a meno della metà delle 70 attività rimaste sotto l’acqua e il fango nel corso dell’alluvione, andranno per la ripresa delle attività produttive per danni «a beni immobili e mobili». La cifra stanziata dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo è di 25 mila euro ad azienda, il problema è che il denaro viene dato solo a imprese e società, tanto che a due proprietari di un capannone e di un edificio fra via Scorticabove e via Pieve Torina, non tocca nulla perché semplici privati, persone singole.

Mentre sono ancora 39 le aziende, che sperano in un risarcimento, rifiutato a cusa di incartamenti giudicati non completi, a integrazioni da fare.

Il sindaco Alemanno dopo aver differito il pagamento delle imposte comunali come Tari, Tarsu, Ici, in base al decreto del 18 maggio ai finanziamenti ha destinato un minimo di 2.826,60 euro, ai 25 mila massimi, in base alle prime rilevazioni dei danni.

«Io invece, perché non sono una società, un’impresa, ma semplice persona fisica titolare di un immobile danneggiato, non devo avere nulla – dice Marco Troccoli – Ho danni per circa 50 mila euro a muri, scantinati, porte e quant’altro, ma non mi tocca nulla. Inoltre, per legarmi le mani, non mi hanno ancora dato un "no" formale che mi avrebbe consentito di fare ricorso legale».


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