

Il ricorso, depositato il 17 aprile scorso, verrà discusso al TAR del Lazio il prossimo 19 novembre
Questa mattina 30 settembre, nella Piccola Protomoteca in Campidogli, è stato illustrato il ricorso al TAR contro il nuovo Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) presentato dal “Coordinamento Disabili ISEE No Grazie”, composto da 11 associazioni che contestano il nuovo indicatore, entrato in vigore lo scorso 8 febbraio (anche se, nella pratica, il suo utilizzo ancora non si è diffuso).
Il Coordinamento lo scorso 17 aprile ha depositato presso il Tribunale Amministrativo Regionale il documento collettivo volto ad impugnare il d.c.p.m. (Decreto del Presidente Consiglio dei Ministri) di riforma Isee. Il ricorso verrà discusso al TAR del Lazio il prossimo 19 novembre.
“Le associazioni promotrici della conferenza stampa, ed io con loro – commenta la Consigliera Azuni – ritengono che il Decreto penalizzi i nuclei familiari con disabili affetti da gravi patologie e modifica la natura dell’indennità percepita.
Ritengo che non si possano ridurre, quantitativamente e qualitativamente i servizi alla persona, nel momento in cui esiste una situazione di profondo disagio economico e sociale che penalizza pesantemente gli strati più deboli e più esposti ad una crisi che oltre che economica porta con se una forte riduzione dei positivi valori che hanno caratterizzato l’intervento sociale nel Paese negli ultimi 50 anni.
Sarà il TAR, tuttavia, a dare una risposta, il 19 novembre prossimo, sull’equità del calcolo del nuovo ISEE alle associazioni che hanno presentato il ricorso l’8 febbraio scorso.
Auspico che, proprio in accoglimento delle ragioni che hanno spinto le associazioni di disabili ad intraprendere la strada onerosa del ricorso, si possano modificare i parametri ISEE, per evitare, ancora una volta, di far ricadere pesantemente sulla famiglia con disabile, ulteriori difficoltà economiche senza tener conto dei reali bisogni assistenziali e sanitari delle persone disabili coerentemente con i principi stabiliti dalle leggi 104/92 e 328/00”.
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