

Il Campidoglio conta di fare una vera e propria rivoluzione fino al 2027 introducendo un nuovo sistema tariffario di gestione della sosta
A Roma, trovare un parcheggio è da sempre una sfida. Un rituale quotidiano fatto di attese, giri a vuoto e manovre millimetriche per incastrare l’auto in spazi improbabili. Ma se finora la pazienza era l’unico prezzo da pagare, presto la sosta nella Capitale diventerà un lusso per pochi.
Atac, la regina indiscussa del trasporto pubblico romano, continuerà a gestire gli 88.123 parcheggi a pagamento della città per altri tre anni. La decisione, nero su bianco nella deliberazione n. 9 dell’aula Giulio Cesare, è stata presa senza troppe sorprese.
Eppure, proprio il sindaco Roberto Gualtieri, principale artefice della proroga, assente per altri impegni durante la votazione. Un’assenza che molti hanno notato, quasi un presagio di quello che verrà: una raffica di rincari e restrizioni che rischia di trasformare il parcheggio in un bene sempre più costoso e sempre meno accessibile.
La macchina del cambiamento è già in moto e partirà con il primo grande scossone a metà 2025. In quell’estate, Roma dirà addio a molte delle sue strisce bianche. Nei quartieri di Garbatella, Porta Portese, Prenestina, Ostiense e Ostia, nuovi stalli blu prenderanno il loro posto, mentre intere aree finora gratuite verranno convertite in parcheggi a pagamento.
Ma è il centro storico che subirà la trasformazione più drastica. Qui, anche i residenti dovranno pagare la sosta, soprattutto nelle vie dello shopping e lungo le arterie più trafficate. E come se non bastasse, verranno eliminate alcune delle agevolazioni che finora rendevano meno pesante la spesa per chi si sposta in auto.
Dal prossimo giugno, addio alla tariffa di 20 centesimi per 15 minuti di sosta, addio alla formula giornaliera da 4 euro per otto ore, e addio agli abbonamenti mensili da 70 euro. Al loro posto, una nuova struttura tariffaria che oscillerà tra 50 centesimi e 3 euro l’ora.
Ma c’è un dettaglio che potrebbe far infuriare ancora di più i cittadini: la fine dell’esenzione dal pagamento per alcune categorie di utenti. Residenti, domiciliati, artigiani e persino i proprietari di auto elettriche e ibride dovranno iniziare a pagare, con tariffe differenziate ancora tutte da definire.

L’amministrazione Gualtieri sostiene che questi cambiamenti siano pensati per ridurre il traffico e migliorare la qualità dell’aria, incentivando l’uso del trasporto pubblico. Un nobile intento, almeno sulla carta. Ma la realtà con cui si scontrano i cittadini è ben diversa. Con autobus spesso in ritardo, metropolitane ferme per guasti e infrastrutture che scricchiolano sotto il peso del tempo, rinunciare all’auto non sembra affatto un’opzione praticabile.
Le proteste già serpeggiano tra i romani, tra comitati di quartiere e associazioni che vedono in questa manovra un semplice escamotage per rimpinguare le casse comunali, gravando su famiglie e lavoratori.
E mentre Atac si prepara a blindare la gestione dei parcheggi fino al 2027, ai cittadini non resta che una domanda: riusciranno a sopravvivere a questa nuova giungla di tariffe, divieti e rincari? Il tempo – e i parchimetri – daranno la risposta.
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