

Il Centro Culturale Lepetit, l’Associazione l’Incontro ed Omnia Urbes ancora insieme per continuare a scoprire e rendere visibili le meraviglie “periferiche” della capitale
Una cripta, una botola, un lastricato stradale al di sotto della chiesa di San Salvatore in onda, vicino Ponte Sisto.
Proseguono gli incontri volti alla conoscenza ed alla scoperta di Roma, ed ecco che un indomito gruppo di arzilli avventurosi amanti di Roma, dopo aver partecipato agli incontri realizzati in collaborazione tra l’Associazione L’Incontro e l’Associazione Culturale Omnia Urbes e svoltisi presso il Centro Culturale Lepetit, in Via Lepetit 86 a Tor Tre Teste tutti i lunedì mattina, hanno terminato il ciclo di incontri con protagonista il Rione Regola vivendo un’avventura urbana indimenticabile.
Ponte Sisto, Lungotevere dei Vallati, poco più in là Piazza Farnese; luoghi famosi, conosciuti, resi celebri da pittori, artisti, pellicole cinematografiche. Eppure Roma, la Città Eterna continua a stupire ed ammaliare, a svelarsi e a far innamorare i suoi cultori.
Una piccola strada, quasi anonima, stretta, umida ed una chiesa che si fa fatica ad individuare camminandoci davanti: Via dei Pettinari e San Salvatore in onda si presentano così, sommessi, agli occhi dei turisti frettolosi.
Varcare il portale della chiesa ed essere immersi in un’altra atmosfera, essere trasportati in un’altra Roma è un tutt’uno. Soffitto a cassettoni, colonne romane riutilizzate, due altari dedicati alla devozione di due santi: la beata Elisabetta Sanna e San Vicenzo Pallotti (il fondatore della Società dell’apostolato cattolico, quasi un precursore dell’Azione Cattolica).
Fin qui, oltre la normale meraviglia di una normale meravigliosa chiesa romana, costruita nel XII secolo e più volte rimaneggiata nulla di particolare (anche se ben poco ha di normale il fatto che entrando in una qualsiasi chiesa a Roma ci si trovi di fronte, o immersi, in un mondo di santi e di capolavori antichi).
La vera scoperta avviene oltrepassando la porta della sacrestia e scendendo le scale per poter accedere alla cripta posta esattamente al di sotto del presbiterio.
Già perché questa è la vera bellezza della chiesa, la sua cripta: un ambiente non troppo grande, quasi piccolo, raccolto, circa di forma rettangolare a tre navate con volte a crociera.
Tozze colonne ioniche di riuso che sorreggono pesanti volte a crociera, un capitello corinzio a far da base all’altare e vari frammenti di colonne, trabeazioni e capitelli incassati all’interno delle murature.
Magnifico, sublime, spirituale, si è al di sotto del livello stradale eppure si percepisce l’altezza della spiritualità.
Eppure le meraviglie e le sorprese non sono finite, una grata, potrebbe celare un’altra parte? Un percorso antico?
Un’emozione unica vedere aprirsi davanti ai priori occhi altre scale che conducono ancora più in profondità, ancora più lontano nel tempo, ancora oltre lo spazio.
Si scende e ciò che ci si trova davanti lascia ancora una volta attoniti, stupefatti, innamorati, ammaliati: un lastricato stradale, una strada basolata a dir la verità, murature in opera reticolata (databili al periodo di Augusto), murature in opera tufacea e in laterizi (di poco posteriori al periodo augusteo) ed una serie di altre strutture riferibili alla piena età imperiale (siamo nel periodo nel quale regna l’Optimus Princeps, Traiano, ovvero a cavallo tra il I sec. d.C ed il II sec. d.C.).
Al di sotto del livello del pavimento stradale che in tanti percorrono, a circa 3,70 metri più in basso, la grande Roma imperiale si svela e si mostra come era: proprio qui, lungo le sponde del fiume erano disposti negozi e piccoli magazzini per lo stoccaggio delle derrate alimentari che giungevano in città grazie alle imbarcazioni che risalivano il Tevere.
Un viaggio nel tempo e nello spazio quello compiuto dagli esploratori di una Roma nascosta ma ancora capace di donare emozioni forti!
I prossimi incontri? I prossimi argomenti?
Lunedì 26, sempre presso il centro culturale Lepetit, sempre alle 10.30, ma questa volta sarà il Rione Sant’Eustachio a diventare il protagonista delle scoperte e poi, al termine degli incontri previsti presso il centro ci sarà la visita, magari la prossima sarà ispirata alla Sapienza…..
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