

Storico consigliere municipale, si è spento a 69 anni
Venerdì 25 aprile non si è celebrata solo la Festa della Liberazione. Tra le navate della parrocchia “Gesù il buon pastore”, è risuonato anche un altro tipo di ricordo: quello dedicato ad Augusto Culasso, figura storica della politica locale, che per vent’anni ha incarnato l’impegno civile al servizio del Municipio IX.
Alle 10.30, proprio mentre Roma e l’Italia si fermavano per onorare i caduti della Resistenza, amici, colleghi e cittadini hanno dato l’addio a chi, in quella resistenza quotidiana per il bene comune, aveva speso la propria vita.
Cinque consiliature consecutive, dal 1993 al 2013: una carriera che lo ha visto protagonista indiscusso nel “parlamentino” del Laurentino, quando ancora si chiamava Municipio XII.
Un punto di riferimento costante, un “decano” – come molti lo ricordano – capace di ascoltare, mediare, costruire. Non urlava, ma parlava chiaro. Non rincorreva i riflettori, ma c’era sempre.

Oggi, digitando il suo nome sui social, spuntano decine di post. Volti di ieri e di oggi che lo salutano con affetto, gratitudine, stima. C’è chi ricorda le infinite ore passate tra le stanze del municipio, chi lo ringrazia per un consiglio ricevuto in un momento difficile, chi sottolinea la sua capacità di essere “uomo di parte”, senza mai essere divisivo.
Augusto Culasso è stato tutto questo: una presenza costante, discreta e tenace. Una figura che ha attraversato trasformazioni politiche, tecnologiche e sociali senza mai smettere di credere nell’importanza della politica intesa come servizio.
Il 25 aprile, giorno di memoria e rinascita, ha così accolto anche il suo ultimo viaggio. Un simbolico passaggio di testimone, perché chi ha conosciuto Augusto sa che le sue battaglie non finiranno con lui.
Continueranno, nel lavoro quotidiano di chi – come lui – crede che cambiare un pezzo di quartiere sia già un po’ cambiare il mondo.
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