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Balle televisive sul mestiere più affascinante del mondo

Il personaggio di Eva Cudicini,interpretato da Alessandra Mastronardi nella serie televisiva “I Cesaroni” non rispecchia affatto la realtà di tanti giovani aspiranti pubblicisti/giornalisti

Il personaggio di Eva Cudicini, interpretato da Alessandra Mastronardi nella famosa serie televisiva “I Cesaroni” in onda in questa stagione su canale 5 non rispecchia affatto  la realtà di tanti giovani aspiranti pubblicisti/giornalisti.

Senza un master, una laurea più o meno specifica, con il solo diploma di scuola superiore, è impossibile essere presi in base al curriculum (salvo raccomandazioni) in un archivio, se pur polveroso, di una celebre rivista di moda e da lì fare in breve tempo carriera ed essere assunti.

Hanno “bruciato” qualche tappa, si sono scordati di dire che per diventare almeno pubblicista occorre fare un tirocinio presso una o più testate giornalistiche per 2 anni, scrivendo circa 80 articoli in modo continuativo, articoli che ufficialmente devono risultare retribuiti mentre in molti casi l’aspirante è costretto a pagarsi i contributi da solo, ossia oltre a lavorare gratis, ci rimette di tasca propria…

Spesso non è previsto neppure un rimborso spese, le collaborazioni presso le testate sono a titolo gratuito. A questo sono costretti i forzati del tesserino, meta che una volta raggiunta è solo la prima tappa che sovente non consente di trovare un posto di lavoro ma che è sinonimo di disoccupazione.

Oggi prendere il tesserino non è nemmeno più tanto facile. Una volta presentato il numero di articoli all’Ordine e pagata la cifra tra spese di segreteria, tasse e burocrazia si deve sostenere anche una prova orale inerente la professione del giornalista, la Costituzione ecc.

Se si viene respinti all’orale bisogna attendere un anno per ripresentarsi e continuare a scrivere e ripagare le tasse per l’esame,una bella spesa insomma per gli aspiranti e un bel guadagno per l’ordine dei giornalisti.

Tutto ciò consentirà poi di trovare un buon lavoro nel settore? Nella maggior parte dei casi no, al massimo si potrà ottenere qualche precaria collaborazione a progetto.

Un pubblicista freelance può esercitare anche altre attività per fortuna, perché per un articolo può percepire circa 15-20 euro a pezzo, una volta raggiunto il traguardo, quindi comunque non può viverci.

C’è anche da dire che le testate giornalistiche non rispettano i tariffari in vigore e quindi spesso si è sottopagati.

Vi sono diverse strade per diventare giornalista. In genere si consiglia agli aspiranti professionisti di proseguire gli studi, dopo la laurea, con scuole di specializzazione, molte delle quali promosse dall’ordine dei giornalisti delle varie regioni, la cui frequentazione può sostituirsi, a pieno titolo, al periodo di praticantato, e al termine delle quali è previsto uno stage presso una redazione affermata. Al termine del periodo di praticantato, si è inoltre ammessi alla prova d’idoneità, superata la quale ci si può iscrivere all’albo dei giornalisti. In alternativa alla scuola, per essere ammessi alla prova d’idoneità bisogna risultare iscritti all’albo dei praticanti e aver esercitato l’attività per almeno 18 mesi consecutivi retribuiti.

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