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Basta con il cumulo delle poltrone nelle società pubbliche (e non solo)

La richiesta in un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale

La “rivolta” dei tredici consiglieri della maggioranza (sinistra radicale) che avevano chiesto le dimissioni di Fabiani a presidente dell’Acea per cumolo di incarichi (vedi Abitare a Roma.net del 20 settembre scorso) ha avuto un seguito nell’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio nella seduta dell’8 ottobre scorso.

Ma andiamo per ordine. Sinistra radicale e (stavolta) opposizione di centro destra avevano annunciato la comune presentazione di una mozione che, di certo, avrebbe creato qualche problema a Ds e Margherita. Qui è iniziato il lavoro di mediazione di Pino Battaglia. Il diessino, in sede di riunione dei capi gruppo, rassicurava i leader “dissidenti” che le componenti del costituendo partito democratico avrebbero votato a favore dell’iniziativa purchè l’atto fosse trasformato in ordine del giorno. Proposta accettata e, dunque, allarme rientrato.

Il compromesso raggiunto, da una parte, non faceva perdere la faccia alla sinistra radicale; dall’altra scongiurava i rischi per Ds e Margherita (che però erano costretti a votare insieme alla Casa delle Libertà). Anche se, diciamolo chiaramente, un ordine del giorno è meno vincolante di una mozione e, nel caso, segna un punto a favore della parte che l’ha proposto.

Il voto unanime del consiglio (47 voti a favore e 17 assenti) suggellava un’intesa che, in pratica, consiste nel rivolgere a Veltroni un doppio invito: dire basta al cumulo delle cariche e assicurare la presenza di più donne nei cda delle aziende capitoline.

Ora la palla passa al Sindaco. Basterà la predisposizione di una delibera che ridisegni la disciplina dell’attribuzione degli incarichi a placare gli animi della “irrequieta” sinistra radicale, il malessere che monta tra i cittadini o le critiche della stampa cittadina?

Anche perché, occorre dirlo, il caso Fabiani è servito ad evidenziare altre “anomalie” nella gestione delle società capitoline. Infatti, di amministratori che rivestono altre cariche ce ne sono parecchi oltre al presidente di Acea. A cominciare da Fulvio Vento, presidente di Atac, consigliere di Zetema e manager di altre società private. Per continuare con Chicco Testa, presidente di Roma Metropolitane e presente in una decina di consigli di amministrazione di altre società o con Tommaso di Tanno, presidente di Assicurazioni di Roma e del collegio dei sindaci di due altre società comunali. Oppure con Vincenzo Gagliani Caputo, il potente segretario generale del Comune, consigliere di Roma Metropolitane, di cui Veltroni, non nominando il city manager, ha lasciato intatte le competenze. E gli esempi, purtroppo, non finiscono qui.

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