

L'intervento ha interessato il triangolo tra via l'Aquila, via Casilina e l'omonima Circonvallazione
Ottanta finanzieri, venti carabinieri, venti poliziotti e un elicottero della Guardia di Finanza. Questa la task force che, mercoledì 26 febbraio 2014, è scesa in campo al Pigneto per una massiccia operazione anti-contraffazione.
Appartamenti, locali e magazzini compresi nel triangolo tra via L’Aquila, via Casilina e l’omonima Circonvallazione, sono stati posti sotto perquisizione dalle forze dell’ordine che andando a colpo sicuro hanno trovato oltre cinquantamila articoli contraffatti. Gli immobili perquisiti, infatti, venivano adoperati come depositi e centri di smistamento.
Quest’operazione ha permesso, non solo di sequestrare migliaia di articoli taroccati, ma anche di denunciare i responsabili di questo traffico – otto senegalesi e un italiano – che, grazie ad una perfetta organizzazione funzionale, erano in grado, in pochi minuti, di trasformare le cantine e le stanze adibite allo stoccaggio delle merci in veri e propri bazar del falso.
L’intervento si inserisce nelle azioni previste dal Protocollo d’Intesa per la lotta alla contraffazione, firmato lunedì 24 febbraio in Prefettura, che stabilisce un fronte congiunto tra tutte le autorità competenti per contrastare più efficacemente il fenomeno criminoso della produzione e commercializzazione di merci taroccate che, senza alcun riguardo per la salute dei consumatori, distrugge l’economia e semina disoccupazione in nome del profitto.
Soddisfatto dell’operazione anche il sindaco Marino, che ha affermato: “Sono particolarmente felice del fatto che questa operazione ha avuto luogo al Pigneto, quartiere su cui stiamo intervenendo per decoro e qualità della vita. L’operazione arriva a due giorni dalla firma del protocollo con il Campidoglio, un protocollo che ha come obiettivo una collaborazione sempre più proficua con le forze dell’ordine per dare una risposta reale al reato di contraffazione”.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.