Municipi:

Brutti segnali 

A gennaio 2026, con la firma del Commissario Roberto Gualtieri, è stato approvato il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba

Dal Comune di Roma e dal Sindaco Gualtieri arrivano solo brutti segnali per la città di Roma. A gennaio 2026, con la firma del Commissario Roberto Gualtieri, è stato approvato il progetto dell’inceneritore di Santa Palomba (IX municipio). Pensato per il Giubileo del 2025, l’impianto per un costo di 7,5 miliardi di euro, dovrebbe essere operativo per il 2030. Con quest’opera salta la gestione dei rifiuti rispettosa delle indicazioni europee, della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare. Il danno alle tasche (Tari) e alla salute dei cittadini è assicurato. 

A marzo 2026, l’Assemblea capitolina con il voto unanime della maggioranza (anche quella cosiddetta verde e di sinistra), ha approvato in via definitiva il Progetto di fattibilità tecnica ed economica del nuovo stadio della AS Roma in zona Pietralata. Opera inutile per lo sport (è sufficiente lo stadio Olimpico) ma di grande ritorno economico per le attività commerciali previste. Lo stadio comporta la distruzione del bosco e del verde (il PRG prevedeva un parco), un consistente aumento del traffico automobilistico già congestionato, l’incremento di inquinanti atmosferici, le interferenze con il prospiciente ospedale di Pietralata. 

Non sono solo questi due i segnali negativi. L’elenco è davvero lungo a cominciare dagli ex Mercati Generali (orribile speculazione) e a seguire l’ex Snia, i 200.000 metri cubi di Fontana Candida, l’ex fiera di Roma, via del Caravaggio, la cessione dell’ospedale Forlanini, il porto grandi navi a Fiumicino e tante altre genialate di una amministrazione che sembra aver smarrito la vocazione pubblica per consegnarsi agli interessi privati e ai potenti fondi immobiliari. 

E mentre i quartieri popolari ristagnano nella marginalità, la trasformazione del tessuto urbano è appannaggio dei privati: questi ultimi, con la cosiddetta rigenerazione, hanno prodotto investimenti per 40 miliardi nel 2025 che diventeranno 60 miliardi nel 2026. Una cuccagna a danno dei veri bisogni dei territori e dei suoi abitanti. Quello che alla fine della storia è maggiormente insopportabile è la torsione oligarchica del potere che non concede un confronto costruttivo con la cittadinanza.

È quanto abbiamo verificato con l’inceneritore di Santa Palomba o con lo stadio della Roma a Pietralata. Certamente contestiamo alla radice la dittatura del mercato, ma quello che più brucia è lo svuotamento della democrazia: ancora più se il soggetto è una amministrazione che, nominalmente, si appella di sinistra. 

G. Barbera (segretario PRC Federazione di Roma, Castelli, Litoranea) 

E. Romano (responsabile ambiente PRC Federazione di Roma) 


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