

L’Orchestra Sinfonica Ex Dogana e il Coro Nuova Arcadia sotto la direzione artistica di Pier Giorgio Dionisi hanno dato vita ad un intenso evento di musica e cultura
Coinvolgente e brillante il concerto organizzato giovedì 28 dicembre 2017 negli spazi da Ex Dogana di San Lorenzo, in collaborazione con En Blanc et Noir e Coro Nuova Arcadia composto da ben 70 elementi, l’Orchestra Sinfonica Ex Dogana di 40 Elementi, i solisti Kiriko Matsumura (soprano) e Manrico Carta (tenore) e la direzione artistica e d’orchestra del maestro Pier Giorgio Dionisi.
Nella reinventata sala da concerto situata in uno degli spazi della Ex Dogana di San Lorenzo i numerosi partecipanti hanno potuto godere di una serata all’insegna della musica, della cultura e della tradizione.
Vivaldi, Tchaikovsky, Puccini e Verdi hanno preso corpo nelle loro melodie interpretate con perizia e passione dai musicisti e coristi, Strauss ha condotto lungo le rive del fiume blu che lambisce la mitteleuropea Vienna.
Arie e passaggi sinfonici che hanno trasportato il pubblico in un crescendo di emozioni sfociate nell’appaluso caloroso dopo le celeberrime note del “Va pensiero” e del brindisi della Traviata, con il salto di sesta che introduce il famoso “Libiamo”.
In ultimo, ma non per ultimo, fuori programma il brano forse più atteso da tutti: la possibilità di battere il tempo e seguire il ritmo della Radetzky march!
Musiche ed interpreti emozionanti, pubblico compito e partecipante, atmosfera gioiosa e luogo che tutto potrebbe sembrare, o addirittura essere, ma non una sala da concerto.
Ex Dogana di San Lorenzo, territorio di una Roma testimone di un passato tragico, sito di archeologia industriale per molti, troppi, anni abbandonato ad un destino di degrado e disfacimento oggi di nuovo polo attrattivo di una città che sempre e comunque cerca cultura e ricerca luoghi dove poterla vivere, sperimenta spazi che se valorizzati possono diventare essi stessi cultura.
Ex Dogana di San Lorenzo, una scommessa, come ha tenuto a dire orgogliosamente ieri sera Pier Giorgio Dionisi, il direttore d’orchestra; una scommessa di rinascita cittadina e di valorizzazione culturale da vincere e per la quale molti stanno dando il loro contributo: gli organizzatori, gli artisti, il pubblico.
Ieri sera lo spazio adibito a luogo di ascolto (definirlo sala da concerto sarebbe troppo, anche se l’acustica -a onor del vero- ha meravigliato non pochi spettatori) era pieno, colmo di persone che desideravano assaporare la musica al di là e al di sopra del luogo.
Un luogo che quasi mortifica sé stesso per lasciare spazio all’essenza della musica, un garage (forse) fatto di nudi pilastri e travi in cemento armato e da pareti scrostate e lesioni profonde. Una fredda serranda d’acciaio da sfondo al direttore, lampade sparate negli occhi che lasciavano alla vista il movimento scuro delle mani sull’arpa, un’orchestra posizionata in mezzo al pubblico che ha permesso di percepire nitidamente quei suoni che spesso rimangono nelle retrovie. A contrastare i violini c’era il caldo suono dei legni, nitido come raramente accade di sentire, i suoni avvolgenti che facevano vibrare intramezzati dalle vibrazioni del pavimento al passaggio dei treni. Un contrasto così forte che ha emozionato: dove la musica era la sublime essenza che rigenera l’anima in un luogo che più arido non poteva essere.
Una metafora della città stessa, dove l’abbandono e l’incuria che pervadono ogni angolo, esaltano la bellezza di quei luoghi che rimangono l’ancora di salvezza per chi spera ancora nella rinascita della città.
Note, melodie, emozioni, sussurri appena accennati e applausi scrocianti, ieri sera a Roma, nello spazio rinato, ma ancora non del tutto guarito, dell’Ex Dogana di Scalo San Lorenzo Roma ha ascoltato e partecipato alla messa in scena di una grande opera: la valorizzazione culturale di luoghi periferici e dimenticati.
Olga Di Cagno.
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