

Fisascat Cisl: “Servono chiarezza dai decisori e garanzie per lavoratori e famiglie”
Il conto alla rovescia è iniziato. Entro novembre, i lavoratori dell’appalto sociosanitario della Asl Roma 4 potrebbero ritrovarsi senza lavoro, in bilico tra incertezza e preoccupazione.
La società affidataria, Nuova Sair, ha annunciato la cessazione del servizio, lasciando nel limbo circa cento famiglie che dipendono da questi posti di lavoro.
“Se tutto ciò avvenisse senza alcuna prospettiva, significherebbe il licenziamento di persone che negli ultimi mesi e anni hanno già affrontato sacrifici e difficoltà”, denuncia Paolo Le Foche, segretario territoriale della Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti.
Per questo motivo, il personale che opera tra Bracciano e Civitavecchia ha proclamato lo stato di agitazione, chiedendo un incontro urgente con la società, la Regione Lazio e l’Asl Roma 4.
L’obiettivo è chiaro: ottenere garanzie concrete per salvaguardare i posti di lavoro e tutelare le famiglie.
A complicare ulteriormente la situazione, la gara unica bandita dalla Regione Lazio ha permesso l’assunzione diretta di nuovi operatori socio sanitari in altre aree, secondo una ripartizione territoriale. “La notizia dell’assunzione diretta è positiva, ma occorre gestire la transizione con attenzione, evitando contrapposizioni tra lavoratori”, sottolinea Le Foche.
Il sindacalista avverte: “Metteremo in campo ogni iniziativa per far sì che la voce dei dipendenti di Nuova Sair sia ascoltata e per ottenere garanzie concrete. Non accetteremo soluzioni al ribasso che penalizzino alcuni lavoratori”.
Anche la direzione della Asl Roma 4 conferma l’urgenza di trovare soluzioni condivise: “La situazione degli OSS afferenti al servizio appaltato alla Nuova Sair è molto delicata. Se una delegazione di lavoratori vorrà incontrare la Direzione, sarà ricevuta per valutare ogni possibile soluzione che possa tutelare il personale attualmente in servizio”, assicura Rosaria Marino, direttore generale dell’Asl.
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