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Centro Carni, area contesa

Iniziativa online il 12 maggio per illustrare i progetti presentati e in particolare quello dei lavoratori della struttura

Nel territorio romano c’è un’area che avrebbe un alto valore commerciale se… se non fosse che invece di essere valorizzata si è andata svalutando nel tempo per indecisioni, dubbi e confusioni su cosa farne effettivamente. Eppure si tratta di un’area di ben 230.000 mq, in una zona periferica sì (tra la Togliatti e la Collatina) ma abbastanza collegata dalla linea su ferro e dal “corridoio della mobilità” rappresentato da Viale Palmiro Togliatti che porta dalla Metro A alla Metro B. Si tratta di una immensa struttura costruita dopo il trasferimento del vecchio mattatoio di Testaccio, anche se oggi ci sono ancora al suo interno circa 50 operatori grossisti e circa 1000 lavoratori tra dipendenti interni e delle aziende dell’indotto che ogni giorno utilizzano il Centro carni che riforniscono di carne diversi negozi romani. Di fatto è una grande area di proprietà pubblica di cui i cittadini potrebbero beneficiare in diversi modi, se la sua storia degli ultimi anni fosse meno complicata. Dal 2010 il Centro Carni è stato consegnato all’AMA SpA. Come si legge in una nota dell’epoca “Il Consiglio Comunale di Roma ha deliberato il conferimento ad AMA S.p.A. del complesso edilizio ‘Centro Carni’ a Tor Sapienza. Il valore stimato del ‘Centro Carni’ è pari a circa 92 milioni di euro. L’Amministrazione Comunale, in ogni caso, manterrà piena autonomia decisionale in ordine al riassetto e alla riqualificazione dell’immobile. Questa operazione, che darà corpo all’aumento del Capitale Sociale, è indispensabile per il risanamento di AMA. Tale aumento è finalizzato a garantire il rientro dal pesante indebitamento prodotto dalle gestioni precedenti (circa 900 milioni di euro) e a supportare le garanzie per la concessione dei leasing per l’acquisto dei nuovi mezzi (oltre 700 che ne andranno a sostituire 680 ormai obsoleti ed inutilizzabili) indispensabili per il miglioramento del servizio di pulizia della città. Di questi, 250 sono già entrati in servizio, altri 300 entro fine anno e i restanti 150 entro marzo 2010”.

Cosa bisognava fare con quell’immensa area? C’era un progetto che prevedeva l’edificazione di 2.000 appartamenti e spazi commerciali al suo posto. Era un progetto di edilizia residenziale approvato dalla giunta Alemanno e quindi l’AMA chiese, nel 2010, un prestito alle banche che stimarono, su queste basi, il valore del Centro Carni in 140 milioni di euro. Contro quel progetto però fin dal 2010 erano scesi in campo operatori e maestranze, cittadini, forze politiche e sociali del territorio che, con il “Coordinamento Popolare contro la Speculazione sul Centro Carni”, presentarono una delibera di iniziativa popolare firmata da oltre 8.000 persone e organizzarono numerose manifestazioni di protesta. 10 anni di lotta che oggi hanno portato a un risultato: BNP Paribas, incaricata di valorizzare l’area con quel progetto residenziale, ha dovuto prendere atto che non c’erano più le condizioni per realizzarlo, visto che anche il sistema bancario ha svalutato di oltre 100 milioni, portandolo a soli 23, il valore dell’area. Costringendo il Comune di Roma a coprire il conseguente buco nel bilancio dell’AMA. Un’operazione fallimentare dunque dal punto di vista di chi l’aveva pensata 10 anni fa e un obiettivo raggiunto, per chi vi si è opposto, nella lotta contro la speculazione edilizia e per lo sviluppo della struttura.

Ora però si è aperta una nuova fase per lo sviluppo dell’area del Centro Carni, che – come spiegano i lavoratori del Centro Carni – ha garantito negli ultimi quarant’anni un prezzo calmierato delle carni e la sicurezza sanitaria rispetto ai macelli privati, con tanto di riconoscimento CEE. Bisogna però evitarne l’incuria e l’abbandono. A tale proposito è stata avviata dal Comune di Roma una Cabina di Regia alla quale sono pervenuti diversi progetti: da parte delle banche, da parte dei lavoratori del Centro Carni, da parte delle Università. La Cabina di Regia per il momento ha optato per un progetto presentato dall’Università di Roma sulla mobilità intelligente, che prevede di realizzare lì un hub logistico dove camion di grande capacità possano scaricare le merci, che verrebbero poi avviate al centro storico con piccoli mezzi elettrici non inquinanti. Per realizzare questo progetto la Giunta comunale ha chiesto un finanziamento di 300 milioni di euro nell’ambito del Recovery Plan. La battaglia però è ancora aperta e i lavoratori del Centro Carni hanno presentato una controproposta di cui si parlerà in un dibattito organizzato dall’Associazione Impegno CiVico, presieduta da Mauro Caliste, il 12 maggio 2021.

Al dibattito, per fare il punto della situazione e spiegare le proposte in campo, parteciperanno: Fabrizio Forti – Presidente dell’Associazione Centro Carni Roma; Giancarlo Ministeri – Presidente della Cooperativa Servizi Annonari; Maurizio Falessi – Coordinamento Popolare Contro la Speculazione sul Centro Carni; Sergio Scalia – Coordinamento Popolare Contro la Speculazione sul Centro Carni; Giuseppina Giacinti – Dirigente Agronomo; Eugenio Patanè – Consigliere Regione Lazio – Membro della Commissione Agricoltura, Ambiente.

L’iniziativa verrà trasmessa in diretta mercoledì 12 maggio alle ore 18,30 sulla pagina Facebook (https://www.facebook.com/Associazione-Impegno-CiVico-108976074319829) e sul canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=WyRDvN3IddY) dell’associazione Impegno CiVico.


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