Che cosa chiede agli amministratori il Cdq di “Lamaro”

Dopo l'incendio degli autodemolitori nel Parco di Centocelle
Aldo Pirone - 24 Luglio 2022

Appena nato e con molti problemi da affrontare il Cdq Cavalieri del Lavoro, quartiere Lamaro, si è dovuto interessare dell’incendio nel Parco di Centocelle che, al di là di viale Togliatti, ha coinvolto anche una vasta porzione del “Pratone” di Torre Spaccata. Il cui vallone, o “buca” prospiciente il viale, oggetto di insediamenti abusivi nel corso degli anni, continua a emettere fumi inquinanti. Abbiamo chiesto al neopresidente del Cdq Filippo Ronda cosa si aspettano i cittadini dalle Istituzioni e cosa chiedono di fare subito per il bene della collettività.

Sono ormai trascorsi quasi tre mesi dalle elezioni dell’8 maggio che hanno consacrato la “rinascita” del Comitato del quartiere a tutti conosciuto come “Lamaro”. Quali sono le prime impressioni?

L’8 maggio scorso si è compiuto il processo democratico che abbiamo avviato a settembre del 2021. Siamo partiti come un piccolo gruppo di cittadini volenterosi che nel corso del tempo e con grande tenacia ed abnegazione, è riuscito a costruire una vera e propria rete civica di quartiere. La straordinaria partecipazione della cittadinanza alla elezione dei membri del Cdq ci ha sicuramente galvanizzato, ma allo stesso tempo enormemente responsabilizzato.

L’esigenza di fare comunità intercettata durante le attività del comitato promotore è oggi ancora più presente nei cittadini alla luce dei recenti avvenimenti che hanno coinvolto ed ancora di più sconvolto il nostro territorio.

Il devastante incendio del 9 luglio scorso nella zona del parco di Centocelle e degli autodemolitori confinanti ha messo a dura prova tutta la cittadinanza.  Le fiamme hanno coinvolto anche parte del pratone di Torre Spaccata, praticamente nel cuore del vostro quartiere.

Siamo ancora terribilmente scossi da quanto accaduto. D’altro canto alcune anomale peculiarità presenti nel nostro territorio hanno costituito una miscela esplosiva conosciuta a tutti tanto da rendere (a nostro parere) questo disastro diligentemente evitabile se negli anni si fossero realizzate serie e puntuali politiche di delocalizzazione e bonifica delle zone interessate.

Da una parte gli autodemolitori. Una presenza, a ridosso del parco archeologico di Centocelle, fortemente contestata da almeno 3 decenni sulla quale nessuna amministrazione ha mai posato il suo sguardo, anche soltanto per valutarne la pericolosità ambientale ovvero per predisporre misure di sicurezza idonee a scongiurare possibili ed annunciati disastri.

Dall’altra la tristemente famosa “buca” di via Palmiro Togliatti. Si tratta di un’area verde situata proprio di fronte alle attività di autodemolizione che negli anni ha visto non solo la presenza costante di insediamenti di comunità di nomadi dediti a bruciare rifiuti plastici o altro, ma allo stesso tempo, data la sua pendenza rispetto al piano stradale, si è trasformata in una vera e propria discarica abusiva in cui si è continuato ininterrottamente a sversare materiali e rifiuti di ogni tipo.

Il combinato disposto di queste situazioni ha contribuito ad estendere enormemente il raggio d’azione delle fiamme che hanno raggiunto anche parte del pratone di Torre Spaccata fino a coinvolgere alcuni palazzi che sorgevano proprio nel mezzo di questo inferno. Segnalo inoltre che a distanza di 3 settimane dall’incendio l’area di cui parliamo, la buca, ancora oggi non è completamente spenta. Continue “fumaiole” fuoriescono dai terreni colmi di rifiuti liberando nell’aria sostanze altamente tossiche.

Dopo questo disastro le istituzioni sembrano essersi finalmente attivate per cercare una soluzione a breve termine. Qual è la vostra posizione al riguardo?

Lo scorso 20 luglio si è tenuto un consiglio straordinario congiunto tra il V ed il VII municipio con la partecipazione del sindaco Gualtieri e dell’assessora comunale Alfonsi. In quella sede abbiamo ribadito dei concetti fondamentali. In primo luogo l’attenzione alla salute di noi cittadini. Nessun progetto di riqualificazione e/o rigenerazione del territorio può essere preso in considerazione senza l’attuazione di un imponente piano di bonifica di tutte le aree interessate (PAC, buca e Pratone di Torre Spaccata) da realizzarsi nell’immediato. Pretendiamo che nel giro di poco tempo i resti degli autodemolitori distrutti e tutti i materiali/rifiuti tossici vengano completamente eliminati e smaltiti.

In secondo luogo pretendiamo che i nostri amministratori, di concerto con le forze dell’ordine, realizzino quelle attività di controllo e monitoraggio costante dell’area onde garantire che attività illecite ed abusive di sversamento di rifiuti vengano completamente sradicate dal nostro territorio.

Siamo convinti che solo attraverso questi passaggi possa poi procedersi alla discussione relativa alla riqualificazione del territorio.

Riqualifica dei territori e miglioramento delle condizioni della cittadinanza. Quali sono i progetti che avete in cantiere?

Inutile negare che i recenti accadimenti abbiano assorbito tutte le nostre energie ed attenzioni. Tuttavia siamo consapevoli che un Cdq debba sapersi muovere su più fronti.

Fin dalla costituzione del Comitato ci siamo mossi nell’ottica di individuare le principali criticità del nostro territorio. Il 13 giugno scorso abbiamo avuto un primo incontro con il presidente del municipio e successivamente con il coordinamento della Comunità Territoriale VII Municipio cui abbiamo aderito immediatamente. I progetti sono tanti. Realizzare nuove aree verdi attrezzate da restituire alla cittadinanza, proporre e sponsorizzare eventi culturali e sociali di più ampio respiro, riqualificare spazi pubblici già presenti per la concretizzazione sul territorio di attività ludico sportive.

Siamo neonati ed abbiamo tanta voglia di fare e di imparare. Crediamo e confidiamo nel sostegno costante di tutta la cittadinanza.

Ecce Vinum

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