

Ora l'attesa è tutta per il 6 gennaio 2026, quando Papa Leone chiuderà la porta Santa della Basilica di San Pietro
Si avvia verso la conclusione solenne l’Anno Santo della Speranza. Questa mattina, in un clima di profonda raccoglimento, è stata serrata la Porta Santa della Basilica di San Paolo fuori le mura.
Si tratta dell’ultima delle tre basiliche papali a chiudere i battenti, dopo San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore, lasciando ora aperta solo la soglia di San Pietro, che verrà chiusa ufficialmente dal Santo Padre il prossimo 6 gennaio.
Il Cardinale Arciprete James Michael Harvey ha guidato il rito con gesti lenti e carichi di significato. Dopo essersi inginocchiato in preghiera silenziosa sulla soglia che per un anno intero ha accolto migliaia di pellegrini da ogni angolo del globo, il porporato ha accompagnato i battenti della porta fino alla loro chiusura definitiva.
Un momento simbolico che segna la fine del pellegrinaggio fisico in quella che, per tradizione, è la dimora eterna dell’Apostolo delle Genti, ma che apre – come ricordato durante la celebrazione – una nuova fase per la vita dei fedeli.
Alla chiusura è seguita la solenne celebrazione eucaristica, alla quale ha preso parte anche Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e “regista” della macchina giubilare.
Durante l’omelia, il Cardinale Harvey ha voluto tessere un filo rosso tra il magistero di Papa Leone, i predecessori Francesco e Benedetto XVI, citando il motto che ha guidato l’intero anno: “Spes non confundit”, la speranza non delude.
«Mentre la Porta Santa si chiude – ha dichiarato Harvey con forza – deve rimanere spalancata nei nostri cuori la porta della fede, della carità e della speranza. Il pellegrino non finisce il suo viaggio oggi, ma torna nel mondo come testimone del dono ricevuto».
Nonostante il freddo mattutino, già dalle prime luci dell’alba una lunga fila di fedeli si era snodata lungo il quadriportico della Basilica. Molti hanno voluto attendere ore pur di varcare la soglia negli ultimi istanti di apertura.
Anche dopo il termine della messa, decine di persone sono rimaste in sosta davanti alla porta chiusa, in un momento di preghiera personale, a testimonianza dell’impatto spirituale che questo Giubileo ha avuto sulla città di Roma e sul mondo intero.
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