Cippo commemorativo riemerso dagli scavi al Tuscolo

E' dedicato ad un misterioso sacerdote dal nome Brixvs. Prosegue la sistemazione dell'area di accoglienza e dell'Anfiteatro
Enzo Luciani - 25 Novembre 2011

E’ dedicato ad un misterioso sacerdote dal nome Brixvs, il cippo commemorativo riemerso dagli scavi archeologici che la Comunità Montana Castelli Romani e Prenestini sta conducendo a Tuscolo, nell’area dell’ex-piazzale del parcheggio, dove sono emersi alcuni muri in opus reticolato, che rimandano ad una costruzione di epoca romana, al momento non meglio definita.

Il prezioso reperto, ora nella mani sicure della Soprintendenza Archeologica del Lazio che ne sta studiando la datazione, sarà successivamente esposto al pubblico nel Museo Tuscolano delle Scuderie Aldobrandini di Frascati, insieme ad altri reperti rinvenuti.

L’attività di scavo in corso, rientra nell’intervento per la sistemazione dell’area di accoglienza del Parco Archeologico Culturale di Tuscolo, focalizzato tra l’area di sosta e l’area picnic, che la Comunità Montana sta portando avanti con il progetto "Un luogo di Leggenda e Natura", finanziato da un bando regionale. Grazie ai fondi di progetto è stata ripulito parte dell’antico basolato circondato dagli alberi, che sale dall’area pic-nic verso il piazzale, ripristinando così il percorso originale di accesso al Foro dell’antica città, di grande bellezza e suggestione. 

Non ha dato esito invece il sondaggio archeologico intorno all’ Anfiteatro, posto più in basso lungo la strada che scende verso Grottaferrata. Segno probabilmente che il grande teatro dedicato a giochi gladiatori era stato realizzato a distanza dall’abitato di Tusculum, nella quiete del bosco sacro. Qui, grazie ad un altro finanziamento pubblico reperito ad hoc dal’Ente Montano, è in corso la recinzione di sicurezza, in attesa di mettere mano al recupero dell’ Anfiteatro, di cui affiorano solo pochi elementi dal folto della vegetazione.

L’intervento come sempre è concepito nel massimo del rispetto ambientale, con il posizionamento di una struttura solida e al contempo leggera, sul modello di quelle adottate nelle più importanti aree archeologiche, come i fori Traianei. Al momento sono state ancorate al terreno parte delle colonnine che dovranno sorreggere i pannelli protettivi, simili a una ringhiera di metallo verde molto trasparente, tanto da rendere difficile anche fotografarle. Chi volesse avere un’idea del risultato finale, può osservare lo stesso tipo di recinzione realizzata dall’Ente più a valle anni fa, lungo l’inizio di via dei Sepolcri, perfettam! ente mimetizzata con la natura del posto. 


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