Colosseo. A fine luglio parte il suo restauro

Intanto politici e imprenditori diffondono il mecenatismo
di Serenella Napolitano - 30 Giugno 2011

Il 22 giugno 2011 alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno e il presidente della Tod’s Spa, Diego Della Valle, si è dato avvio al progetto di restauro del Colosseo che è entrato nella fase esecutiva. I progetti relativi alle cancellate, al restauro dei prospetti e alla realizzazione di un Centro Servizi sono stati perfezionati e gli appalti saranno avviati, ai sensi del nuovo regolamento per i lavori pubblici, a partire da fine luglio 2011.
Un avvenimento importante che ha suscitato parecchio interesse in tutti coloro che amano i beni culturali di Roma e che comunque intravedono nel settore della cultura un motore principale che possa risollevare l’economia dell’Italia. Lo stesso Della Valle ha affermato l’importanza del sostegno al patrimonio culturale e ha lanciato un appello agli ‘amici imprenditori’ affinché possano adottare monumenti da restaurare del patrimonio dell’Italia. Da Pompei a Firenze passando per Venezia, l’appello dell’imprenditore guarda al bene del Paese con l’obiettivo di valorizzare i beni culturali italiani.

Nei giorni successivi alla presentazione ufficiale del progetto con tanto di partecipazione sia del mondo intellettuale che dei vip, si è tenuto all’interno della manifestazione “Vivere di Cultura. Le giornate del lavoro culturale”, il 24-25 giugno, curata da BAICR Sistema Cultura (un consorzio non profit costituito nel 1991 tra cinque istituti culturali italiani:  Istituto della Enciclopedia Italiana, Istituto Luigi Sturzo, Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, Società Geografica Italiana e Fondazione Istituto Gramsci) un convegno dal titolo “Il privato e le organizzazioni non profit nell’economia del patrimonio culturale”, organizzato proprio per dare delle risposte alle tante le domande che ognuno si pone dinanzi a queste grandi e nuove iniziative.
Quali sono i vantaggi? E quali gli svantaggi? La stessa Europa può essere considerata un alleato strategico per la salvaguardia del patrimonio culturale? E come si stanno muovendo gli altri paesi membri?
Un team di docenti e manager infatti hanno cercato di dare informazioni e fornire delle linee guide su come organizzare il mondo dei beni culturali nel nostro paese e di quanto sia importante il dialogo tra istituzione governative, imprese e università.

Dello stesso parere l’On. Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl e presidente dei Cristiano Riformisti che ha commentato in una nota del 24 giugno 2011, il via al restauro del Colosseo: “Ci piacerebbe che la collaborazione tra pubblico e privato diventasse una costante nella vita delle nostre città. Vorremmo poter parlare di ‘esempio colosseo’ per far recuperare tante opere in stato di abbandono. E se la fase sperimentale funzionasse non vedo perché questa collaborazione non si possa estendere anche a strade, scuole, ospedali, biblioteche, fermate della metro e così via. Se vi fosse anche una ulteriore incentivazione fiscale ad adottare una strada piena di buche, un privato potrebbe preoccuparsi di farla rifare nel bene della città. Stessa cosa potrebbe valere per una vecchia fermata di una metro, la palestra di una scuola o il reparto di un ospedale. Si potrebbe dar vita a un nuovo mecenatismo per rendere le nostre città più belle e più funzionali. Ci piacerebbe se si diffondesse sempre di più anche tra i singoli cittadini questa volontà di adottare i monumenti delle proprie città, magari donando il 5 x mille, ed essere tanti piccoli benefattori. Dalle singole azioni dei privati possiamo così trarre un grande beneficio per l’intera collettività”.


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