

Si prevede un'ulteriore chiusura per venerdì 28 giugno 2013. Il ministro Bray: "Trovare un'accordo per scongiurare la chiusura dei siti culturali"
Ancora cattive notizie per i turisti che arriveranno da tutto il mondo per godere della maestosità del Colosseo. Si prevede, infatti, per venerdì 28 giugno 2013 un’altra serrata per lo storico anfiteatro a causa di una nuova “assemblea sindacale” indetta dalla sigla Flp, a cui fanno capo i lavoratori del sito culturale.
Malcontento non solo tra i visitatori, ma anche tra le guide turistiche costrette ad arginare la rabbia e l’incredulità di coloro che hanno pagato il biglietto e sostenuto un lungo viaggio per poi ritrovarsi per ore sotto al sole senza avere alcuna spiegazione. Per questo il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ha lanciato la proposta di far entrare gratis i turisti in caso di assemblee sindacali.
Dall’altra parte gli operatori della cultura non protestano per futili motivi. C’è il mancato pagamento dello stipendio e la carenza di personale per coprire i turni di lavoro con un organico di soli 41 dipendenti, derivante dal blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.
Una situazione comprensibile dal punto di vista dei lavoratori, ma difficile da comprendere per il numeroso popolo dei turisti che permette alle casse dello Stato di ottenere un guadagno di oltre 36 milioni di euro l’anno.
Le problematiche che girano intorno ai siti storici della Capitale non sono poi così recenti, come fanno sapere dal Mibac. «Da almeno 12 anni governo e parlamento sanno che il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego avrebbe creato problemi, tra il 1998 e il 2009 i visitatori dei siti archeologici romani sono passati da 2 a 5 milioni mentre il personale è sceso da 810 a 690 unità».
Al momento per trovare una soluzione a questo disagio, il Ministro per i Beni Culturali Massimo Bray ha convocato per l’8 luglio un incontro con le organizzazioni sindacali per stabilire un accordo che scongiuri la chiusura del Colosseo e di altri siti culturali, così da evitare di continuare ad arrecare disagi ai visitatori e all’immagine del nostro Paese.
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