

Dopo due anni di monitoraggi, la foto dello stato di salute del secondo fiume di Roma, aggravato da inquinamento e assenza di interventi strutturali
“Scarichi abusivi, batteri fecali, fertilizzanti: i dati parlano chiaro e sono allarmanti. Dopo due anni di monitoraggi tra Roma, Tivoli, Subiaco e Vicovaro, la fotografia dello stato di salute del secondo fiume di Roma mostra un ecosistema in sofferenza, aggravato dall’inquinamento e dall’assenza di interventi strutturali».
La denuncia è in un post dell’organizzazione no profit A Sud.
“Grazie al progetto Aniene Waterlab, – prosegue la nota – sostenuto da Periferiacapitale cittadini, scuole e associazioni locali hanno realizzato campionamenti e analisi scientifiche per individuare i principali fattori di rischio.
Un grande esempio di scienza partecipata che ha prodotto dati validati da esperti e ha acceso i riflettori su un’emergenza che non possiamo più ignorare.
La crisi climatica aggrava la situazione, con eventi estremi che mettono a dura prova le infrastrutture fognarie e gli impianti di depurazione, aumentando gli sversamenti di contaminanti.
Ma esistono soluzioni: servono investimenti per modernizzare gli impianti, proteggere le acque e tutelare questo prezioso ecosistema per le generazioni future“.
L’invito è di leggere il report Qui il report completo:
https://asud.net/wp-content/uploads/2025/01/Aniene-WaterLab-Report-web.pdf
e di seguire la diretta dell’evento di presentazione oggi, 23 gennaio 2025 alle 16 per conoscere i risultati del monitoraggio e capire come si possa agire insieme https://bit.ly/4airlWZ
Finanziato dal programma ‘Periferiacapitale’ della Fondazione Charlemagne ha attivato, dal mese di Dicembre 2023, una campagna annuale di monitoraggio ambientale partecipato delle acque del fiume Aniene, tramite attività sul campo, sessioni di formazione, azioni di networking territoriale e attività di advocacy.
La proposta di progetto è nata con lo scopo di dare continuità al lavoro svolto negli ultimi anni in favore della tutela ecologica dei fiumi romani dalle associazioni territoriali e da tutte le persone volontarie impegnate nella protezione di questo ecosistema. Il percorso si è occupato del monitoraggio delle acque del fiume Aniene, non solo all’interno del tratto urbano (come nelle scorse annualità), ma anche nel tratto extra-urbano, includendo ulteriori zone critiche dal punto di vista ambientale.
Le attività del monitoraggio partecipato, fondate sui principi della Citizen science, hanno coinvolto direttamente attiviste e attivisti, singole persone e associazioni locali, impegnati nella raccolta dei dati e nella diffusione di pratiche e conoscenze utili alla preservazione degli ecosistemi fluviali. La validazione scientifica dei dati raccolti, a cura della Dott.ssa Bruna Gumiero (Ecologa fluviale – Università di Bologna), e la conseguente divulgazione dei risultati emersi è un passo fondamentale per favorire un dialogo orizzontale e inclusivo tra rappresentanti della società civile, esperti accademici, tecnici e istituzioni su alcune delle più fondate sui principi della Citizen science, hanno coinvolto direttamente attiviste e attivisti, singole persone e associazioni locali, impegnati nella raccolta dei dati e nella diffusione.
La promozione di un dialogo tra enti pubblici, associazioni e cittadini per una gestione condivisa e partecipata delle risorse territoriali è, infatti, uno degli obiettivi centrali del progetto. Tra questi emerge anche la volontà di coinvolgere e sensibilizzare le persone nella salvaguardia ambientale, diffondendo buone pratiche di fruizione dei luoghi naturali e maggiore conoscenza sulla qualità delle acque del fiume Aniene e sulle possibili cause di inquinamento di queste.
Qui il report completo:
https://asud.net/wp-content/uploads/2025/01/Aniene-WaterLab-Report-web.pdf
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Sono trascorsi 60 anni da quando ho cominciato a pescare nell ‘Aniene. Lo conosco bene dalla diga di Trevi sino a Tivoli.Sotto Arcinazzo ci sono posti meravigliosi ,con cascate, grotte e passaggio sotterraneo del torrente fino a ad allargare a cielo aperto. Dopo c’è Ienne e anche lì ci sono posti fantastici.Vogliamo andare a monte di Subiaco sotto il monastero di San Benedetto. Per non parlare di Madonna della pace e subìto dopo Marano Equo. La pesca era un motivo per poter stare un giorno a contatto della natura .Oggi è tutto cambiato, innanzitutto il disordine e il caos degli alberi lungo il fiume, tra cui quelli caduti e quelli pericolosi che stanno per cadere.Adesso.escluso qualche anziano come me, non ci sono più pescatori sportivi giovani.Tuttosommato la pesca era un buon motivo per monitorare l ‘ ambiente. Oggi si parla tanto di ecologia ma non ci rendiamo conto delle bellezze che la natura ci ha donato. La speculazione le sta distruggendo. Giovani riprendetevi il vostro futuro!