Come suona la Notte dei Musei

La musica di Schumann e del Romanticismo nei virtuosismi a quattro mani del DuoKeira, in occasione della Notte dei Musei

In una delle sue Regole di vita musicale Robert Schumann, eterno fanciullo dell’epoca romantica, scrisse “venera l’Antico, ma vai incontro al Moderno con tutto il tuo cuore”. L’atto creativo si fa così, tra passato e presente, luogo dell’anima. È questa l’idea principe attorno a cui ruota il concerto che si terrà sabato 17 maggio, in occasione della Notte dei Musei, in uno dei luoghi da sempre più suggestivi della capitale.

Haupmarkt ai Mercati di Traiano – Suonando Schumann tra le rovine è l’ars musicalis del pieno Romanticismo che rivive oggi in due concerti per pianoforte a quattro mani della coppia di pianiste DuoKeira su composizioni di Schumann, Brahms e Mendelssohn. Il primo alle ore 20:15 è un insieme di variazioni sul tema dell’Opera 23 di Schumann, Leise und Innig, e l’Opera 22 Allegro Brillante di Mendelsshon-Bartholdy, mentre alle 22:00 l’Opera 47, Quartetto con pianoforte, su trascrizione di Johannes Brahms, e si terranno entrambi nella scenografica cornice del Lucernario dei Mercati di Traiano.

Le quattro mani del DuoKeira sono di Michela Chiara Borghese e Sabrina De Carlo, artiste eclettiche e appassionate che reimmaginano il repertorio fatto di note intime e ricche di sfumature, costruendovi sopra programmi innovativi affinché la musica classica, uscendo dagli ambienti soliti di fruizione, riesca ad incuriosire e avvicinare diversi tipi di pubblico. Le molte esibizioni in varie città d’Italia, a Parigi, Rouen, Oslo, Boston, Waltham, Providence e alla Carnegie Hall di New York, hanno puntualmente confermato, per ricchezza di risultati, la validità del progetto artistico-culturale di cui il DuoKeira ha inteso farsi carico: contribuire ad un rinnovamento dei canoni esecutivi della musica da camera nell’assoluto rispetto richiesto dalla colta tradizione a riguardo.

Fil rouge delle composizioni musicali degli artisti presentati è quella nobile tristezza, la nostalgia, che nella sua forma più sublime è rappresentata proprio dalle rovine, dalla contemplazioni delle quali secondo Schumann scaturiscono le cellule compositive della poetica, e che questo museo ricompone in una decorazione complessa.

Il costo per l’ingresso è di un euro fino ad esaurimento posti e, per essere un viaggio nel tempo, c’è da dire che  il prezzo è davvero competitivo.

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