Concluso a Guidonia il “Nessun Dorma – Rock Fest”

Grande successo per l'ultima serata della kermesse chiusa dalle esibizioni di Management Del Dolore Post-Operatorio e Fast Animals & Slow Kids
di Valerio Di Marco - 15 Giugno 2015

Se l’intenzione degli organizzatori era di chiudere col botto questa prima edizione del “Nessun Dorma – Rock Fest” ci sono riusciti in pieno. Perchè ad onor del nome di questa tre giorni a tutto rumore, per la serata conclusiva di domenica 14 giugno si sono affidati a due band dal conclamato status di “spaccatimpani”: i Management Del Dolore Post-Operatorio e i Fast Animals & Slow Kids.

Due ore e mezza di cavalcate post-punk e ritornelli al fulmicotone accompagnati dallo sferragliante wall-of-sound di due tra le band capofila del rock alternativo italiano. Due band del centro Italia, lancianese la prima, perugina la seconda, unite dal comune approccio “indie” alla musica. Dove indie sta per indipendenza. Dalle regole dell’industria discografica, dalle logiche radiofoniche, dai dogmi che ingabbiano i talenti e l’originalità di chi qualcosa da dire ce l’ha.

nessun dorma fest (2)E qualcosa da dire ce l’avevano i Management Del Dolore Post-Operatorio, saliti sul palco alle 22 e protagonisti di uno show tiratissimo e come al solito provocatorio.

Ritmi forsennati, zero pause. Il cantante Luca Romagnoli non sta fermo un attimo, e mentre la band tesse il consueto tappeto ritmico funk-punk alla base del loro suono, lui si muove come un ossesso disegnando idealmente sul palco una serie infinita di semicerchi, arrampicandosi sui tralicci e facendo crowd-surfing sulle teste del pubblico.

L’impressione è che prima o poi si farà male. Scaletta imperniata sui pezzi di I Love You, il nuovo disco uscito a marzo, ma non sono mancati brani storici come Irreversibile, Pornobisogno e La Pasticca Blu.

nessun dorma fest (1)Appena appena più misurati i Fast Animals & Slow Kids, che stanno ultimando il loro tour a supporto di Alaska. Immaginate Rino Gaetano in versione punk, aggiungeteci un look “grunge-style” alla Alice In Chains e avrete la band di Aimone Romizi cresciuta sotto l’ala di Andrea Appino dei Zen Circus.

Insomma, grande serata in musica ma più di tutto è stata la cornice a fare la differenza. Il Rock Fest di Guidonia è stato un esperimento riuscito alla grande di portare anche in Italia quella realtà dei festival musicali che all’estero esiste ormai da decenni. Una realtà da sfruttare, perchè no, anche dal punto di vista commerciale. E se non vi piace business chiamatela opportunità.

nessun dorma fest (3)L’area allestita all’interno della pineta comunale di Guidonia ha riproposto in piccol(issim)o quella delle grandi rassegne europee e nordamericane, da Glastonbury al Primavera fino a Rock am Ring e Coachella, con stand gastonomici, punti vendita di libri, vinili, CD e merchandising, area servizi e perfino un second stage su cui a partire dal tardo pomeriggio si sono esibite alcune band emergenti di Roma e del Lazio. Insomma, organizzazione perfetta grazie anche al patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Guidonia. Unico appunto, la distanza tra il parcheggio e l’area dello spettacolo, ma è una quisquilia.

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Quello che conta è che il prossimo anno si replicherà sicuramente perchè il pubblico ha risposto alla grande affollando il parterre fino a notte inoltrata tutte e tre le serate. Vero che l’evento era ad ingresso gratuito ma le band in cartellone erano pressocchè sconosciute al fruitore medio. Segno che sotto la cenere cova un fermento che attende solo di trovare sbocco.

Perché urgente è la richiesta di tantissimi giovani di vedere rappresentata anche la loro cultura e le loro passioni musicali. Basta solamente ascoltarli. O leggerli, dal momento che le pagine di queste band dai nomi sconosciuti sono spesso bacheche affollate di commenti entusiastici di un pubblico ormai acquisito e fidelizzato. E se prima era difficile accorgersene adesso ci sono i social a sbatterci in faccia la realtà.


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