Categorie: Archeologia

Concluso lo scavo archeologico a Villa dei Quintili

Scoperti nuovi ambienti lussuosi con mosaici e tarsie marmoree

Passando sulla Regina Viarum ovvero l’Appia Antica o semplicemente sull’Appia Nuova che corre ad essa parallela, ci siamo imbattuti più volte nel suggestivo quadro naturale dato dai maestosi resti archeologici della Villa dei Quintili.

Immersa nel verde del Parco dell’Appia Antica, la villa è stata oggetto negli ultimi due anni e undici mesi di uno scavo archeologico sistematico, proposto dagli enti di tuela per scoprire e contemporaneamente tutelare i ben quattromila metri quadri su cui si estende l’intera area archeologica confinante con la vicina tenuta di Santa Maria Nova, dove è stata realizzata una passerella panoramica che offre un affaccio mozzafiato sul tumulo degli Orazi al V miglio.

Con precisione lo scavo è stato effettuato lì dove prima c’era una collinetta. Proprio la collina nascondeva ulteriori ambienti della zona residenziale della villa .

Il nuovo percorso archeologico è stato presentato il 25 novembre 2010, durante la cerimonia di inaugurazione dal sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, il commissario Roberto Cecchi, la soprintendente ai Beni archeologici Anna Maria Moretti, la responsabile dell’Appia Antica Rita Paris. Per effettuare i lavori sono stati stanziati 320mila euro dalla gestione commissariale.

Passeggiando lungo le passerelle progettate dall’architetto Piero Meogrossi, il visitatore potrà ammirare i lussuosi ambienti con delle decorazioni pavimentali in mattonelle marmoree geometriche alternati a mosaici, dove spicca anche una latrina di extra lusso, tra la sala del triclinio estivo e quello invernale che alternano una planimetria ottagonale ad una circolare, che Giuliana Galli, l’archeologa che ha scavato nell’area, azzarda a riconoscere come una ‘coenatio rotunda’(piattaforma circolare, rotante e col pavimento in legno. Ruotava giorno e notte per imitare i movimenti della Terra, Svetonio), che trova eguali nella sala da pranzo circolare nei resti della Domus Aurea di Nerone.

Una villa ricca e anche con tante curiosità “La villa è stata un cantiere continuo – racconta Paris – da quando Commodo l’ha sequestrata ai consoli Quintili, in poi. E a testimoniare questa evoluzione, c’è una vetreria attiva nel IV secolo, impostata in un ambiente originario di questo settore residenziale di lusso, dove si riciclava il vetro della villa per essere fuso e riusato”.
Cecchi sottolinea, invece, quanto forte sia stata l’attenzione al tema dell’archeologia romana da parte del sottosegretario Giro che “ha avuto l’intuito nel farci tenere sotto controllo questo patrimonio impressionante. Oggi stiamo celebrando una restituzione di qualcosa di rilevante, un recupero che certo avrà bisogno di cure continue”.

Dichiara, poi, Giro: “L’archeologia resta una priorità per Roma. Dopo la restituzione di ampi settori del Palatino, Colosseo, Foro, oggi concretizziamo un’operazione di valorizzazione straordinaria all’interno di un complesso progetto in divenire,che riguarderà la tenuta di Santa Maria Nova che diventerà l’ingresso dall’Appia Antica”.

Conclude Anna Maria Moretti: “Si assiste oggi ad un passo importante per salvare l’Appia Antica,che come il parco di Veio, rappresenta un polmone verdi, che merita di essere codificato nella sua realtà di parco archeologico. Questa apertura è importante per spiegare al pubblico e alle autorità quanto sia urgente ed essenziale la difesa dell’Appia dall’espansione edilizia”.

Una buona notizia arriva a conclusione della conferenza stampa da Federico Berardi, commissario straordinario del Parco dell’Appia Antica: “L’idea che il parco dell’Appia Antica sia fruibile il più possibile dai cittadini è assolutamente condivisa. Ci stiamo muovendo mettendo in campo una lista discriminatoria di realtà critiche e sulla base di questa lista stiamo aprendo un tavolo di concertazione con tutti gli interlocutori che ruotano intorno alle esigenze dell’Appia Antica”.

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