Consegnate 8200 firme per un Centro Carni “Bene Comune”

Il 23 dicembre 2013 al Segretariato Generale del Comune di Roma
di Sergio Scalia - 23 dicembre 2013

Lunedì 23 dicembre 2013 i rappresentanti del Comitato promotore hanno consegnato al Segretariato Generale del Comune di Roma le 8200 firme raccolte nei tre mesi successivi alla presentazione della Proposta di delibera di iniziativa popolare per la revoca della delibera del Consiglio Comunale n. 81 del 5 agosto 2010 con cui era stato trasferito ad AMA il Centro Carni. Successivamente AMA ha utilizzato questo cespite patrimoniale per ottenere dei prestiti dalle banche e coprire una parte del deficit accumulato.

Prima del conferimento ad AMA, la Giunta Alemanno aveva approvato un piano di assetto per l’area del Centro Carni, con la previsione di oltre 400 mila mc di nuove residenze, con palazzi di 15 piani sul fronte Togliatti.

cc23dicLa proposta di delibera è arrivata appena in tempo per scongiurare la cessione automatica alle banche dell’area del Centro Carni. Infatti i debiti dichiarati nell’ultimo bilancio di AMA ammontano a 1,3 miliardi di euro, e le banche hanno chiesto entro gennaio di rientrare per una cifra di oltre 300 milioni, di cui AMA non dispone, pena l‘acquisizione degli immobili posti a garanzia dei prestiti. In questo quadro le banche, a fronte di un prestito di 92 milioni ad AMA, acquisirebbero un’area che nelle prime delibere dell’era Veltroni era stata valutata ad oltre 400 milioni con un piano di assetto in cui erano previsti almeno un terzo di residenze in meno.

Il Sindaco Marino ha espresso in più occasioni la volontà di bloccare le speculazioni edilizie nella periferia ed ha ipotizzato di utilizzare spazi del Centro Carni anche per favorire l’attività di piccole imprese giovanili dell’artigianato e della cultura e anche la Giunta del V Municipio ha chiesto di far rientrare il Centro Carni nella disponibilità del Comune di Roma.

Per bloccare ogni tipo di speculazione occorre comunque far tornare il Centro Carni nella proprietà del Comune di Roma, ricordando come questa struttura rappresenti un vero Bene Comune della collettività cittadina, dove si svolge tuttora il servizio di macellazione della carne con tutti i requisiti pubblici di igiene e controllo sanitario.

Non è stato facile raccogliere 8200 firme in soli 3 mesi e nel periodo invernale. Ciò è stato possibile grazie all’impegno di tante associazioni e forze politiche del territorio, che per lavorare su questo tema hanno superato anche divisioni tra maggioranza e opposizione. Così hanno lavorato nel coordinamento sia i circoli di PD e SEL, sia i cittadini del Movimento 5 stelle e una risoluzione di sostegno è stata votata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti nel Consiglio del V Municipio.

cc23dic01Il Coordinamento Popolare contro la Speculazione del “Centro Carni”, è formato dai seguenti comitati ed associazioni: Associazione Culturale Graucho Teatro, Associazione Culturale Forum Europeo, Centro Culturale Lepetit, Centro Culturale Morandi, Centro d’Iniziativa Popolare, Centro culturale Michele Testa, Comitato Cittadini di Quarticciolo e Dintorni, Comitato Utenti Consultorio via Manfredonia, Consulta Cultura Municipio Roma 7, Cooperativa Sociale Assalto al Cielo, Coordinamento SEL Municipio V, Movimento 5 stelle Municipio V, Coordinamento Parco via delle Palme, Circoli PD Centocelle e Tor Sapienza, Coordinamento per la Difesa del Parco Tor Tre Teste-Alessandrino, Fabbrica Prenestina, MAP – Movimento Artistico Popolare, Rappresentanza ASCON, Rappresentanza CGIL lavoratori Comune di Roma del Centro Carni, Rappresentanza Operatori Centro Carni, Rappresentanza SIULS.

Il passo successivo e fondamentale, dopo la verifica delle firme effettuata dagli uffici comunali, sarà quello di portare la Delibera di iniziativa popolare alla discussione nell’aula dell’Assemblea Capitolina ed a questo compito saranno chiamate fin da gennaio le forze politiche e i consiglieri comunali.


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