

L’intervento, ha visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato, l’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale e il personale ATER
Un colpo deciso al sistema di illegalità diffusa che da tempo gravava su Corviale. Nelle ultime ore, una vasta operazione congiunta ha riportato al centro la questione della sicurezza e della gestione degli spazi nel cosiddetto “Serpentone”, dove abusi e occupazioni avevano progressivamente trasformato aree comuni in territori sottratti alla collettività.
L’intervento, coordinato dal Distretto San Paolo, ha visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato, l’XI Gruppo Marconi della Polizia Locale e il personale ATER, che hanno passato al setaccio ballatoi, garage e locali del grande complesso di edilizia residenziale pubblica.
L’obiettivo: smantellare una rete diffusa di attività irregolari e ripristinare condizioni di legalità.
Uno dei primi interventi ha riguardato l’area di Largo Pio Fedi, dove quattro box condominiali erano stati accorpati e trasformati in un’officina meccanica abusiva.
All’interno, oltre a numerosi pezzi di ricambio, gli agenti hanno scoperto una gestione completamente irregolare di rifiuti speciali, tra oli esausti, batterie e materiali pericolosi, smaltiti senza alcuna tutela ambientale. Per il responsabile sono scattate denunce per occupazione abusiva, abusi edilizi e violazioni della normativa ambientale.
Non meno rilevante la scoperta di un circolo ricreativo completamente abusivo, ricavato all’interno di un locale comunale. Uno spazio attrezzato con tavoli da biliardo, area giochi e zona ristoro, ma privo di qualsiasi autorizzazione amministrativa o sanitaria. Un’attività a tutti gli effetti, portata avanti al di fuori di ogni regola.
Ma è forse nella gestione degli spazi comuni che emerge il quadro più complesso. Gli agenti si sono trovati di fronte a un vero e proprio reticolo di cancellate metalliche installate senza permessi, utilizzate per delimitare porzioni di ballatoi e aree condivise.
Spazi sottratti all’uso pubblico e trasformati in depositi privati o cortili esclusivi, in una sorta di appropriazione silenziosa e diffusa.
Le verifiche si sono estese anche ad alcune abitazioni, dove sono stati individuati allacci abusivi alla rete elettrica condominiale. In almeno due casi è stato accertato il furto di energia, realizzato attraverso sistemi di bypass.
Le strutture irregolari sono state rimosse e le aree restituite alla disponibilità dell’ATER, mentre l’Autorità giudiziaria ha già convalidato i sequestri eseguiti durante l’operazione.
Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete di responsabilità e individuare tutti i soggetti coinvolti.
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