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“Cross the Streets” ovvero 40 anni di Street Art e Writing

A Roma una mostra imperdibile al MACRO di via Nizza

Per gli appassionati, ma anche per tutte le persone che apprezzano questa rivoluzione nell’Arte, in grado di riunire gioventù, periferie e minoranze della globalizzazione, l’arte urbana in tutte le sue forme, è presentata in una grande mostra al Museo MACRO di Roma, in via Nizza 138. Fino al 1 ottobre 2017 infatti si potrà ammirare quella storia che ha influenzato profondamente l’immaginario collettivo. Partendo da fenomeno underground di protesta giovanile, con scarabocchi aggressivi ed invadenti, questa pratica artistica è diventata una sceneggiatura assai apprezzata che abbellisce angoli grigi con messaggi positivi e stimolanti. E’ arrivata infine a contaminare tutti i campi, dalla moda alla musica, dal cinema alla fotografia fino alla pubblicità.

La mostra Cross the Streets, curata da Paulo von Vacano, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Regione Lazio, ideata e prodotta da Drago, in collaborazione con nufactory (promotore e ideatore di Outdoor Festival), progetto ABC della Regione Lazio e con il supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. La mostra è inoltre patrocinata dal CONI. Il progetto nasce da alcuni concetti fondamentali della ricerca di Paulo Lucas von Vacano sulla controcultura Street e tutte le sue declinazioni. Come scrive nel catalogo “La strada osserva. La strada governa […] Scegliere la creatività a discapito della criminalità è una posizione che incentiva l’arte, la musica e lo sport. La rivoluzione avviene quando la strada entra nel museo e il museo si trasferisce nella strada. Chi sopravvive alla strada governa il mondo!”

Dal Writing ai Graffiti, dal Muralismo alla Street Art

Lo scopo della mostra dal titolo Cross the Streets è quello di indagare, a livello globale, le linee guida, gli artisti pionieri, ma anche esaminare i fenomeni di costume a livello locale e la storia del graffitismo romano che ci interessa moltissimo, per renderci conto di quello che succede, ma anche di quello che è successo nel tempo, nella nostra città. Nella sezione dal titolo “Street Art Stories” si viene colpiti dall’installazione site specific dell’artista franco americano WK Interact che, con il suo lavoro di ben 14 metri di ampiezza, ha dato vita a una scena simbolo della sua ricerca dinamica. Poi, oltre ai rinomati mosaici dell’artista francese Invader che hanno invaso le strade di Roma nel 2010, si può osservare Middle East Mural, una maxi tela grande più di 10 metri di Shepard Fairey aka Obey the Giant che viene esposta per la prima volta in Europa, accompagnata da più di trenta pezzi mai esposti a Roma in grado di dare una visione tout court sul lavoro di uno dei più famosi artisti americani.

Si prosegue poi con Keith Haring Deleted nella testimonianza fotografica di Stefano Fontebasso De Martino a cura di Claudio Crescentini, con in mostra una serie di foto, presenti nella collezione del MACRO – CRDAV, relative agli interventi di Keith Haring a Roma, lavori all’epoca poi distrutti.

Altri lavori importanti site specific sono stati riservati ad alcuni artisti, nello specifico 5×10 metri, per esprimere liberamente la propria arte fra dripping, installazioni, lettering, stencil, poster e lavori su tela, all’interno degli spazi del Museo. Non manca una sezione fotografica incentrata sul fenomeno della Street Photography con opere di Estevan Oriol, Ed Templeton e Boogie.

La sezione “Writing a Roma, 1979-2017” ospita una ricerca, curata da Christian Omodeo, dedicata al rapporto speciale che lega Roma al Writing fin dal dicembre 1979, quando la Galleria La Medusa ospitò la prima mostra di graffiti. La riscoperta di un gruppo di opere di Lee Quinones e Fab 5 Freddy, esposte in mostra per la prima volta dopo essere state date per disperse per quasi quarant’anni, apre un percorso espositivo su diverse generazioni di writers locali che, dagli anni ‘80 fino ad oggi, hanno fatto di Roma una delle capitali del Writing internazionale. In nessun’altra città al mondo, infatti, le metropolitane e i treni del sistema ferroviario urbano sono stati dipinti con la stessa continuità. Tra gli artisti coinvolti, oltre a Lee Quinones e Fab 5 Freddy, vanno citati Napal e Brus, Jon e Koma, Imos, Pax Paloscia, Rebus, il fotografo Valerio Polici e le crews TRV e Why Style.

Un’ulteriore sezione riguarda i “Milestones” ossia gli eventi imprescindibili che hanno contribuito alla costituzione di questo movimento, come le mostre dei primi anni 2000 dello Studio 14, l’International Poster Art, il progetto Izastikup, la nascita dell’Outdoor Festival e “Fuck You All”, mostra del 1998 di Glen Friedman le cui opere sono state raccolte dalla curatrice Rita Luchetti Bartoli.

Il logo di Cross the Streets è stato realizzato da Deep Masito, già fondatore e frontman del noto gruppo rap underground Colle der Fomento e ora tra i più famosi lettering artist. L’intera mostra è allestita dallo Studio Ma0, un team di architetti fondato nel 1996 a Roma specializzato in allestimenti e installazioni multimediali. Accompagna la mostra un catalogo, della casa editrice Drago, che documenta tutti gli interventi in mostra con fotografie di Simon d’Exéa anche degli artisti a lavoro nel museo, delle opere e correlato da testi, interviste ai curatori e immagini d’archivio. Poi un libro “The Street is Watching”, antologia di Street Photography che in 440 pagine raccoglie 50 anni di storia del movimento, che racchiude il lavoro di più di cento artisti fra Mary Ellen Mark e Martha Cooper passando per Bruce Davidson, Jim Goldberg, Nan Goldin e Ryan McGinley. Anche il libro è edito da Drago. 

Arte e salute di fasce deboli – Sky Arte

Durante l’arco della durata della mostra Cross the Streets saranno presentati al MACRO numerosi progetti riguardanti il rapporto tra l’arte e la salute psicofisica di fasce deboli come l’infanzia e la terza età realizzati con il Dipartimento di Pediatria della Facoltà di Medicina e Psicologia, La Sapienza, Ospedale Sant’ Andrea di Roma. La mostra comprende anche la Sky Arte Arena, un ciclo di proiezioni dedicate alla street art all’interno dell’auditorium di Odile Decq.

 

MACRO – Museo d’Arte Contemporanea Roma -via Nizza 138, Roma

Orario: da martedì alla domenica ore 10.30-19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

Chiuso il lunedì – INFO: 060608 – www.museomacro.org – Apertura al pubblico: fino all’1 ottobre 2017

 

FOTO DI VALTER SAMBUCINI

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