Da Forma Urbis a Rome View

Grazie alle nuove tecnologie la Roma del passato e i musei del presente saranno visibili sui cosiddetti ‘cellulari intelligenti’

Una novità dal mondo delle telecomunicazioni: anche le collezioni di alcuni musei di Roma arrivano sui ‘telefonini intelligenti’. Il progetto “Da Forma Urbis a Rome View” è stato presentato in anteprima ieri 21 ottobre 2010 presso il salone Lu.be.C. la rassegna che prevede le soluzioni delle telecomunicazioni applicate ai beni culturali organizzato ogni anno a Lucca.

Il progetto, che sarà realizzato entro il 2011 da Infracom IT, società del Gruppo Infracom, su incarico di Filas Spa (Finanziaria Laziale di Sviluppo) prevede l’integrazione delle collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi col patrimonio artistico, archeologico e architettonico della città di Roma rendendolo fruibile attraverso allestimenti multimediali e applicazioni per smartphone, iPhone e iPad grazie alle metodologie di Realtà Aumentata, in modo tale da permettere l’accesso alle informazioni laddove esse servono e addirittura creando la ricostruzione della città così come essa appariva nel passato. Il tutto in modo contestuale ed immediato.

All’anteprima è stato presente, come si evince dal comunicato stampa dell’Infracom, il presidente della stessa società Antonio Santocono che ha dichiarato: “I musei cittadini come il Museo di Roma sono parte integrante del territorio, porte di accesso alla e le collezioni che conservano sono linfa vitale per comprenderne la storia e l’evoluzione non solo urbanistica ma storica e culturale. Attraverso questo progetto intendiamo dar vita a una esperienza immersiva nel patrimonio culturale, che sleghi le informazioni dagli usuali luoghi di fruizione per renderle disponibili laddove esse servono quando si visita la città”.

Rivivere attraverso il proprio smartphone la bellezza di un monumento/sito cosi com’era in passato, perché basterà puntare il cellulare su un oggetto del museo, o in questo caso un sito o un monumento e non solo potrà consultare i contenuti informativi associati all’opera, ma anche osservare la ricostruzione; analogamente all’esterno potrà inquadrare un monumento/sito e ottenere informazioni anche di tutte le opere contenute nel Museo ad esso collegate.

Pertanto, ad esempio, trovandosi in via delle Botteghe Oscure si potrà puntare il proprio telefono sulla Crypta Balbi e osservarne la ricostruzione e ricevere informazioni rispetto all’opera inquadrata e ai beni conservati presso il Museo ad essa collegati (dipinti, disegni, reperti, etc.). Il sistema fornirà inoltre informazioni cartografiche per la pianificazione di itinerari e ricostruzioni in 3D di monumenti contestualizzati rispetto al punto di visione: sarà possibile così osservare “live” il Colosseo ricostruito stando di fronte o muovendosi attorno ad esso; attraverso fotografie storiche contestualizzate e georeferite, sarà inoltre possibile verificare lo sviluppo urbanistico della Città nel tempo, di fatto trasformando Roma in uno straordinario Museo diffuso che avrà in Palazzo Braschi il suo punto di accesso .

“Il progetto sarà supportato da una attenta ricostruzione storica – continua Santocono – Partendo dai materiali conservati presso il Museo di Roma, dalle piante e dai panorami realizzati in epoche diverse, si arriverà alla ricomposizione del paesaggio storico urbano attingendo a varie soglie cronologiche e risalendo nel tempo fino alla città di epoca romana”.

Innovazione che verrà messa a disposizione dei beni culturali questo il filo conduttore che darà vita al Distretto Tecnologico per i Beni e le attività Culturali (DTC) del Lazio – di cui FILAS SPA è soggetto attuatore sottoscritto da MIUR, MISE, MIBAC e Regione Lazio. Due le azioni dell’iniziativa: evitare che l’enorme patrimonio culturale di Roma e dell’Italia possa essere dimenticato e sviluppare le conoscenze e le potenzialità dell’innovazione.

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