Dalì al Vittoriano

Una retrospettiva riporta a Roma dopo sessanta anni uno degli artisti più complessi del Novecento: Salvador Dalì

Ritorna a Roma Dalì. Dal 9 marzo al 1° luglio 2012 il Complesso del Vittoriano ospita “Dalì. Un artista, un genio”. Dopo quasi sessanta anni dall’ultima retrospettiva nella capitale dedicata al grande maestro catalano, il Vittoriano apre le sue sale a Dalì pittore e a Dalì uomo. Obiettivo della mostra è soprattutto quello di indagare nel rapporto profondo tra Dalì e il nostro paese.
Il pittore, dopo aver visitato le grandi città d’arte italiane, rimase in ammirazione di fronte ai grandi maestri della tradizione come Michelangelo e Raffaello. Il rapporto con il modo culturale italiano fu così travolgente che fu catturato dal classicismo delle nostre opere, in cambio offrì un contributo alla nostra cultura con la diffusione in Italia di una delle sue maggiori ossessioni, il Don Chisciotte di Cervantes, attraverso l’uso di una Vespa alla quale diede il nome di Dulcinea.

Per Salvador Dalí, (Diario di un genio, Edizioni dell’Albero, Torino, 1965, p. 209) “far accedere l’uomo al processo creatore, alimentare la vita cosmica e sociale, tale è il compito dell’artista, e senza dubbio il più grande merito dei Principi rinascimentali d’Italia è di aver capito questa cosa evidente e di aver affidato l’organizzazione delle loro feste a Vinci o a Brunelleschi”.
L’esposizione, attraverso più di 100 opere dell’artista e documenti, fotografie, filmati, lettere, oggetti, indaga nell’essere dello straordinario e geniale pittore, artista capace di creare dalle sue eccentricità caratteriali e biografiche un suggestivo universo di immagini plastiche e letterarie davvero uniche.

Secondo Montse Aguer, curatrice della mostra con Lea Mattarella, “a partire dall’elemento locale, e più concretamente dal suo paesaggio, tanto geografico quanto personale, Dalí si trasforma indiscutibilmente in una delle personalità più internazionali del Novecento”. “Egli – prosegue la Auger – rappresenta inoltre il culmine di una certa idea di opera d’arte totale, incarnata nella sua ultima grande creazione, il Teatro-Museo Dalí di Figueres, risultante dalla sovrapposizione quasi perfetta di personaggio e opera, di sfera pubblica e vita segreta e artistica”.

La mostra si divide in tre sezioni più una introduttiva, sono presenti capolavori della Fundació Gala-Salvador Dalí, Figueres con la collaborazione e il supporto di grandi istituzioni museali come il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam, la Thyssen-Bornemisza Collection, l’Haggerty Museum of Art, il Walt Disney Animation Studios, Burbank.

La Sezione Introduttiva è quella che parla del Dalì artista e del Dalì uomo. Sono presenti i numerosi scatti che il grande fotografo russo-americano Philippe Halsman ha dedicato al pittore spagnolo: immagini divertenti, piene di ironia da cui emerge la genialità sia dell’autore che del soggetto inquadrato. Ma è nella Prima Sezione che l’attenzione va a Dalì nel suo incontro con la pittura e la scultura del passato, un dialogo serrato con i grandi maestri del Rinascimento italiano, non solo per desiderio di emulazione, ma anche per una sotterranea lotta in un’agognata supremazia nel campo dell’arte mondiale. Per Dalí guardare i maestri non è solo esercizio di ammirazione ma anche scontro, sfida, lotta, competizione alla pari. Lui vuole ardentemente essere Raffaello, Michelangelo. In un piccolo foglio autografo, che le curatrici hanno voluto in mostra, dà le votazioni allo stile, colore, invenzione, disegno dei grandi artisti del passato e, tra questi, inserisce anche il suo nome.

La Seconda Sezione è invece dedicata ai capolavori di Salvador Dalì e al suo mondo onirico, inquietante, denso di suggestioni.

E’ con la Terza Sezione che si prende in esame per la prima volta il rapporto tra l’artista e il nostro paese. Sono rievocati, attraverso immagini, i suoi viaggi a Roma, a Venezia e a Bomarzo, dove visita quei giardini popolati da mostri che sembrano venir fuori dalle rocce animate dei suoi dipinti. Si indaga inoltre nel legame profondo dell’artista per gli artisti del passato, l’ossessione per Raffaello e per Michelangelo, e nel suo interesse per il mondo dei Valori Plastici, per De Chirico e per registi, attori, industriali come Luchino Visconti, Anna Magnani, Alberto Alessi.
In mostra anche la Vespa della Piaggio su cui Dalí è intervenuto nel 1962: lo scooter, infatti, è ribattezzato Dulcinea come la donna amata dal personaggio chervantiano.

Costo del biglietto: € 12,50 intero; € 9,00 ridotto.
Orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30. La biglietteria chiude un’ora prima.
Per informazioni: tel. 06/6780664; www.comunicareorganizzando.it.
Prevendite: 199.747.554; www.ticketone.it.

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