

A rischio collasso il condono edilizio. E il Pd chiede: "Quale futuro per i 645 lavoratori di Gemma Spa?"
Grave difficoltà per la Gemma Spa. Il Cda della società ha deliberato per la sospensione dei servizi prestati dall’Ufficio Condono Edilizio del Comune di Roma, che ora rischia il collasso, a partire dal 4 giugno 2010, con ancora 200 mila pratiche ferme.
Il Gruppo Consiliare del Pd, oggi, 1 giugno, in piazza del Campidoglio, ha incontrato la stampa per fare il punto sulla vicenda di Gemma Spa, in risposta alla seduta del Consiglio Comunale dove né il Sindaco, né gli assessori competenti e né la maggioranza hanno affrontato la vicenda dei 645 lavoratori di Gemma che ora sono a rischio licenziamento.
“Avevano promesso – afferma in una nota il Consigliere Comunale del Pd, Dario Nanni, membro della Commissione Urbanistica – che l’Ufficio Condono Edilizio sarebbe diventato il fiore all’occhiello dell’amministrazione capitolina per efficienza e trasparenza, ed invece il 4 giugno sarà praticamente chiuso. Ho presentato un’interrogazione e – prosegue Nanni – ho chiesto nuovamente la convocazione della commissione Urbanistica per sapere quali siano le intenzioni dell’amministrazione su questa delicata vicenda che vede coinvolti più di trecentomila cittadini romani e centinaia di dipendenti dell’ufficio stesso e di Gemma”.
La Soc. Gemma, che è nata con specifiche finalità di controllo sui tributi comunali e semplificazione dei rapporti tra utente e amministrazione, è sempre stata operativa su tutto il territorio comunale come società ‘partecipata’ dal Comune di Roma, servizio che ora, a causa dei mancati pagamenti del Comune, non riesce più ad offrire.
“Il Campidoglio – nota Mario Mei, vice-capogruppo del Pd al Comune di Roma – non ha ancora versato alla società un solo euro a fronte dei circa 40 milioni dovuti. Perché l’amministrazione capitolina – prosegue Mei – omette pagamenti ingenti verso una società per legge vincolata da un rapporto esclusivo? Bloccare ora il servizio danneggia ulteriormente le casse comunali alimentate anche dai versamenti delle sanatorie. Se l’assessore Corsini, solo poche settimane fa, non ha sollevato rilievi sull’attività di Gemma chi ha oggi interesse a far fallire questa società e gettare sul lastrico centinaia di famiglie romane? Il Sindaco e l’assessore Leo devono rispondere in Consiglio Comunale di scelte irresponsabili che colpiscono il servizio, i cittadini e i lavoratori e contraddicono quanto deciso dal Consiglio Comunale che resta comunque un organo collegiale e sovrano nelle sue decisioni”.
"Nelle prossime ore invieremo la documentazione relativa la vicenda al Preferro di Roma" ha affermato Umberto Marroni, capogruppo del PD al Comune di Roma.
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