Dopo errori e polemiche, Roma approva le nuove licenze taxi

Ma l’arrivo su strada dei nuovi taxi non è ancora garantito: l’ultima curva da affrontare sono i controlli antimafia, come ammesso dall’assessore Eugenio Patanè, “procedono a rilento"

Sembrava una semplice formalità, il passaggio finale prima del via libera. Invece, l’assegnazione delle nuove 1.000 licenze taxi a Roma si è trasformata in una corsa a ostacoli fatta di errori clamorosi, esclusioni ingiustificate e persino una lite istituzionale.

Ma oggi, dopo mesi di attesa e tensione, la giunta capitolina ha detto l’ultima parola: le graduatorie definitive sono state approvate. E per Roma – che guarda al Giubileo 2025 con un occhio al traffico e uno alla mobilità – è una notizia che suona come un colpo di clacson liberatorio.

Una partenza a rilento (con errori da manuale)

Tutto era iniziato con entusiasmo nell’ottobre 2024, quando migliaia di aspiranti tassisti avevano partecipato al concorso pubblico. Poi, a fine febbraio, la pubblicazione delle prime graduatorie provvisorie ha fatto crollare quell’entusiasmo nel caos: centinaia di candidati esclusi senza apparente motivo.

C’era chi si era visto fuori solo per avere un cognome che inizia con la lettera “Z” sì, proprio così – e chi risultava non avere l’iscrizione al ruolo conducenti, anche se ce l’aveva eccome.

Altri ancora erano stati esclusi per questioni di cittadinanza… che però avevano già ampiamente superato i controlli. Un vero e proprio cortocircuito burocratico.

Comune contro Camera di Commercio: scoppia il caso

Le polemiche sono presto diventate un caso. Da una parte, la Camera di Commercio, che aveva verificato quasi 4.000 domande e segnalato solo “tre anomalie”.

Dall’altra, il Comune di Roma, che ha scaricato parte delle responsabilità proprio sull’ente camerale. Uno scaricabarile istituzionale che ha paralizzato tutto per settimane.

Intanto, dietro le quinte, Roma Servizi per la Mobilità rivedeva ogni pratica, ogni punteggio, ogni dettaglio. Il risultato? Una nuova graduatoria, rilasciata il 31 marzo 2025, con 455 candidati reintegrati.

Alcuni nomi hanno scalato le posizioni grazie al riconoscimento (stavolta corretto) dei “titoli preferenziali” e delle esperienze pregresse alla guida.

Ora si fa sul serio (ma con il cronometro in mano)

Con le graduatorie ora ufficiali, per i vincitori è partito il countdown: 30 giorni per versare 75.500 euro per una licenza ordinaria, oppure 58.500 euro per una dedicata al trasporto disabili.

Ma l’arrivo su strada dei nuovi taxi non è ancora garantito: l’ultima curva da affrontare sono i controlli antimafia, un passaggio necessario che – come ammesso dall’assessore Eugenio Patanè – “procedono a rilento”.

Verso il Giubileo… a bordo di un taxi

La città si prepara a un evento epocale. Il Giubileo ha bisogno di tutto, tranne che di auto in doppia fila e file infinite davanti alle fermate. I nuovi taxi non sono solo un’aggiunta: sono una risposta concreta a una Capitale che vuole (e deve) funzionare meglio. Dopo errori, rabbia e correzioni, la speranza è che questa sia la volta buona.

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