Dopo il Parco ex Snia il Comune si riprenda il Parco di Casacalda

Va ripreso il percorso per restituire al pubblico l'area verde bloccando ogni futura speculazione del Capitolo di S. Maria Maggiore
di Sergio Scalia - 8 settembre 2014

Il Parco e il laghetto nell’area dell’ex Snia Viscosa sono stati finalmente presi in consegna dal Municipio e dal Comune il 6 agosto 2014, qualche giorno prima della scadenza prevista dalla legge sugli espropri, impedendo che fosse avviata una procedura di retrocessione, che avrebbe restituito l’area ai vecchi proprietari. Infatti la retrocessione è un meccanismo con cui il proprietario espropriato per la realizzazione di un’opera pubblica, può chiedere al Comune la restituzione dell’area se entro 10 anni il Comune non prende possesso dell’area e non avvia l’opera prevista.

Le aree per complessivi 8 ettari dove è stato realizzato l’attuale Parco di Casacalda sono state espropriate al Capitolo di Santa Maria Maggiore con Decreto Presidente Giunta Regione Lazio n. 893/1975, ma secondo i proprietari i lavori di realizzazione del parco sarebbero iniziati con oltre 10 anni di ritardo. Per questo il Capitolo S.M.M. ha chiesto la retrocessione di tale area ed ha vinto la causa sul Comune con una sentenza del Tribunale di Roma nel 2004 e in Corte d’Appello nel novembre 2008, con sentenza passata in giudicato, perché la Giunta Alemanno non ha ritenuto di ricorrere in Cassazione. A seguito della sentenza il Comune dovrebbe oggi restituire al proprietario l’area del Parco di Casacalda compresa tra Via Tobagi e Via Tor Tre Teste .

Subito dopo avere vinto la causa, il Capitolo S.M.M. ha presentato un progetto di edificazione sull’area per una cubatura di circa 277.000 mc, pari ad oltre 1.000 appartamenti, progetto che ha ricevuto parere favorevole nella conferenza di servizi a novembre 2010, ma non ha poi concluso il suo iter, anche per la mobilitazione delle forze politiche e sociali dei quartieri di Torre Maura e Alessandrino.

adp_casacalda0002Anche la Giunta Veltroni aveva provato a trovare una via d’uscita e a dicembre 2007, prima della sentenza d’appello aveva quasi trovato un’intesa con il Capitolo S.M.M. per riacquisire l’area, consentendo la realizzazione di un oratorio o una casa famiglia per complessivi 20.000 mc.
Un contenzioso analogo riguarda 4 ettari del Parco Alessandrino nella parte dove è costruito il Centro F.P. Gullace e l’impianto di Atletica. Anche per quell’area il Capitolo S.M.M. ha presentato richiesta di retrocessione, ma sia il Tribunale di Roma nel 2003, sia la Corte d’Appello nel 2008 hanno respinto la richiesta e il Capitolo S.M.M. ha presentato ora ricorso in Cassazione.

Visto l’impegno che le Associazioni, il Comune e il Municipio hanno dimostrato per impedire la retrocessione di un importante polmone verde come il Parco ex Snia, è necessario riprendere tutti insieme il percorso per far tornare in mano pubblica l’area del Parco di Casacalda bloccando ogni futura speculazione e per seguire fino in fondo l’iter giudiziario degli altri contenziosi impedendo che tornino ad essere recintate aree importanti per l’equilibrio ambientale di interi quartieri.


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