Esplosione davanti a un condominio a Tor Sapienza, il sospetto: qualcuno doveva capire

Ascensore bloccato dai complici per isolare il bersaglio. Si scava nei legami con la criminalità di zona

Un boato improvviso, nel cuore della notte, poi i vetri che si infrangono e il fumo che risale lungo le scale. L’esplosione avvenuta in via Tranquillo Cremona assume, con il passare delle ore, contorni sempre più inquietanti.

Per gli investigatori non si è trattato di un atto casuale: chi ha piazzato l’ordigno sapeva dove colpire e, soprattutto, chi colpire. Il messaggio, secondo chi indaga, era indirizzato a un residente ben preciso della palazzina.

A provocare la deflagrazione sarebbe stata una potente bomba carta, collocata nell’androne di uno stabile. Un’azione studiata nei dettagli, che lascia intravedere una pianificazione accurata e una conoscenza approfondita dell’edificio.

Un particolare emerso durante i primi rilievi rafforza questa ipotesi. Prima di posizionare l’ordigno, gli attentatori avrebbero bloccato l’ascensore, impedendo di fatto a chiunque di scendere o di allontanarsi in quei minuti.

Una mossa che avrebbe isolato l’edificio, riducendo il rischio di interferenze e aumentando l’impatto intimidatorio dell’esplosione. Un modus operandi che, per gli inquirenti, denota freddezza e sangue freddo.

La scia di danni è pesante. L’androne della palazzina è stato sfigurato, con il sistema di citofonia completamente distrutto.

L’onda d’urto ha mandato in frantumi i vetri delle finestre ai piani bassi, svegliando di soprassalto decine di famiglie.

Tre auto parcheggiate nei pressi dell’ingresso sono state colpite da schegge e detriti, riportando danni significativi alle carrozzerie.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Scientifica, che hanno isolato l’area e raccolto numerosi reperti, inclusi residui di polvere pirica.

Le analisi di laboratorio serviranno a stabilire la composizione dell’esplosivo e la sua potenza, elementi utili per risalire alla provenienza dell’ordigno e, forse, a chi lo ha realizzato.

L’ipotesi principale resta quella di un’azione intimidatoria, un messaggio esplosivo legato a contrasti personali, debiti o a dinamiche riconducibili a piccoli gruppi attivi nel quartiere.

Insomma, un regolamento di conti che, però, ha messo a rischio un intero condominio.

Gli investigatori stanno ora passando al setaccio le storie e i rapporti dei residenti per individuare il vero destinatario dell’attacco.

Perché, al di là dei danni materiali e della paura, il segnale lanciato nella notte sembra avere un obiettivo preciso. E chiarirlo è diventata la priorità delle indagini.

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Un commento su “Esplosione davanti a un condominio a Tor Sapienza, il sospetto: qualcuno doveva capire

  1. Tanti anni fa, il 6 gennaio 2014, all’1 di notte un’esplosione distrusse la guardiola del portiere di via Ponzio Cominio 56 allora proprietà INPS. Per miracolo non ci furono feriti o peggio, perché i giovani residenti nella serata di un giorno festivo a quell’ora stavano rientrando a casa.
    Ancor oggi dopo 12 anni le FF.OO. non hanno trovato i responsabili né a chi fosse indirizzata la bomba.

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