Ex borghetto degli artigiani, addio alla vecchia “recinzione”: il marciapiede sarà allargato fino a 5 metri

Investimento da 1,8 milioni di euro per l'area confiscata alle mafie

Dopo anni di attese, rinvii e polemiche, in via di Acqua Bullicante cade finalmente una barriera che non era solo fisica, ma anche simbolica.

Oggi, mercoledì 4 febbraio 2026, il cantiere segna un passaggio chiave: la rimozione della recinzione che separava l’ex borghetto dal resto del quartiere consente di riallineare i marciapiedi e restituire continuità a un percorso pedonale che, fino a ieri, era poco più di un lembo di terra, stretto e pericoloso, a ridosso del traffico.

Un cambiamento atteso dai residenti, che per anni hanno convissuto con un vero e proprio “collo di bottiglia” urbano, e che oggi iniziano a vedere concretamente i primi effetti della riqualificazione.

Il progetto di trasformazione dell’area segue linee guida rigorose, definite in accordo con la Soprintendenza Speciale, e punta su tre pilastri: sicurezza, verde e valorizzazione archeologica.

Il nuovo marciapiede, lungo circa 70 metri, verrà progressivamente allargato fino a raggiungere una larghezza di 5 metri, eliminando la strettoia che costringeva i pedoni a camminare a pochi centimetri dalle auto in transito.

A delimitare l’area sorgerà una recinzione artistica, in stile “area archeologica”, con una base rinforzata e tre varchi di accesso: due pedonali e uno carrabile.

Contestualmente è stata avviata anche una vera e propria bonifica visiva, con la rimozione dei maxi-cartelloni pubblicitari che negli anni avevano deturpato il paesaggio.

Sul fronte degli investimenti, il quadro economico è già definito e in buona parte avviato. Le demolizioni, per un importo di circa 500mila euro, sono state completate nella primavera del 2025 e hanno permesso di eliminare manufatti abusivi che favorivano spaccio e insediamenti precari.

La fase successiva, finanziata con 900mila euro, riguarda le strutture e il verde: sono previsti scavi — preceduti dalle verifiche sulle cavità presenti nel sottosuolo —, la realizzazione degli impianti di irrigazione, nuove pavimentazioni in tufo e la piantumazione di alberi.

A questi interventi si aggiungono ulteriori risorse destinate alle opere di finitura, tra cui marciapiedi e arredi urbani.

Una svolta che chiude uno stallo durato anni. A sottolinearlo è il minisindaco del V Municipio, Mauro Caliste, che nel 2024 aveva più volte criticato i ritardi burocratici accumulati in Campidoglio. Oggi, davanti all’avanzamento del cantiere, rivendica il risultato raggiunto.

«Oggi l’area non è più un buco nero nel cuore del quartiere afferma —. Dopo le indagini sul sottosuolo e la rimozione degli abusi, i residenti avranno finalmente il parco che meritano. È una vittoria per tutto il Prenestino-Labicano».

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