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La Federazione italiana pubblici servizi: ‘Addio a quattordicesima e permessi”

Il 16 maggio, le aziende che fanno parte delle imprese aderenti a Fipe (Federazione italiana pubblici servizi), Confcommercio, Fiavet Confcommercio, Confesercenti, Aica e Federturismo. hanno partecipato a una giornata di sciopero, vista la decisione della Fipe di disdire i contratti nazionali del turismo,  la cui scadenza era fissata ad aprile 2013, ma con una proroga ufficialmente non avranno più alcuna valenza giuridica dal 31 dicembre 2014.

Presso piazza della Repubblica i dipendenti dei fast food hanno manifestato contro questa decisione, che di fatto non tutelerà più i lavoratori. La negazione del contratto del ‘turismo’ avrà importanti ripercussioni sulla vita di queste persone che, già costrette a sopportare tagli agli stipendi e a condizioni di lavoro proibitive, si ritroveranno senza ore di permessi, con una copertura agli infortuni limitata e senza la quattordicesima, che rappresenterà solo un sogno durato poco.

Queste le parole di una manifestante rilasciate ad Abitarearoma.net, che ci riporta il discorso fatto ai lavoratori da parte della Fipe: ”Con la crisi i lavoratori devono trovare il modo di eliminare i tempi improduttivi”. Ecco come violare i diritti di un lavoratore con una semplice frase buttata li, senza neanche immaginare quali possano essere le conseguenze per chi giorno dopo giorno si reca al proprio posto di lavoro, guadagnandosi – come si diceva una volta – la pagnotta.

La CGIL e la CISL si sono mossi per tempo e sono riusciti ad ottenere un incontro con la Fipe che avrà luogo a inizio giugno e dove, con ogni probabilità, si deciderà il futuro non solo di una categoria di lavoratori, ma soprattutto di un valore che pare ormai essere somparso, il lavoro.

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